Villa San Sebastiano commemora l’alluvione

La tragedia nel settembre di 65 anni fa: 4 vittime e oltre 300 sfollati. Cuscino d’alloro sotto la lapide
TAGLIACOZZO. Sessantacinque anni fa l’alluvione che distrusse Villa San Sebastiano causando quattro morti, feriti e sfollati. Era il 5 settembre 1955 quando un violento nubifragio si abbatté sulla frazione del comune di Tagliacozzo: due ore di pioggia incessante trasformarono il borgo marsicano in un cumulo di fango e macerie. Era un lunedì e in paese ognuno era impegnato nel proprio lavoro: gli uomini nei campi, le donne a lavare i panni al fiume Imele, mentre i più piccoli giocavano allegri e spensierati tra le vie del borgo. Ma intorno alle 15 il cielo incominciò a coprirsi improvvisamente facendo scoppiare un violento temporale accompagnato da tuoni e lampi. In pochi minuti Villa fu completamente inondata da una spaventosa quantità di acqua e mentre i valloni si trasformavano in fiumi in piena dalla montagna sovrastante iniziarono a staccarsi delle pietre enormi che, rotolando a valle, travolsero case e stalle seminando panico e distruzione. Alcuni superstiti ricordano ancora il suono provocato dagli enormi chicchi di grandine sulle campane della chiesa. Il tragico bilancio fu di quattro morti e 334 sfollati. Le vittime, tutte donne, furono Barbara Scarsella di 52 anni, Brigida Testa (76), Palmarosa Verdelocco (75) e Nardella Ricci (53). Tredici i feriti ricoverati all’ospedale di Avezzano e otto a quello di Tagliacozzo, il più grave Roberto Piacente di soli 6 anni. Mentre gli sfollati furono subito sistemati in strutture. Tante anche le perdite degli animali domestici e delle scorte alimentari in cantina. L’alluvione di Villa finì sulle cronache di molti giornali locali e nazionali e notevole fu la mobilitazione che seguì la tragedia, due giorni dopo il paese fu visitato dell’allora ministro ai Lavori pubblici Giuseppe Romita. Per scongiurare il pericolo di nuove alluvioni tra gli abitanti maturò l’idea di spostare il paese più a valle in una posizione comoda e soprattutto più sicura. È per questo motivo che oggi si parla di Villa vecchia, colpita dall’alluvione, e Villa nuova costruita dopo la tragedia. Dopo aver istituito la giornata commemorativa, anche quest’anno il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, e il consigliere comunale Danilo Iacoboni hanno deposto un cuscino d’alloro sotto la lapide che ricorda l'alluvione.

