Villa Sant’Angelo, affidati i lavori per la chiesa parrocchiale

Il cantiere di San Michele finanziato con 1,3 milioni di euro Il sindaco Nardis: «Edificio-simbolo, un segnale di rinascita»
VILLA SANT’ANGELO. Il Segretariato regionale beni culturali ha affidato i lavori di consolidamento e restauro della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di Villa Sant’Angelo. I lavori sono finanziati per 1.300.000 euro con delibera Cipe 77 del 2015. Le opere saranno svolte dal raggruppamento di imprese “Fratelli Di Nardo srl (capogruppo) e Edilsystem srl (mandante) e “dovranno essere espletati nel termine massimo di 540 giorni”.
IL SINDACO
«L’avvio dei lavori», dice il sindaco Domenico Nardis, «ha un doppio significato. Il primo materiale, perché con i lavori all’edificio sacro si completa la rinascita del cuore pulsante di Villa Sant’Angelo, il luogo della comunità, con la piazza e la sede del municipio. Il secondo è culturale. La chiesa è la storia di Villa Sant’Angelo con le sue tradizioni religiose, la sua spiritualità e la sua arte. Finalmente, a lavori conclusi, anche l’orologio sulla torre, fermo alla notte del terremoto, potrà riprendere a battere le ore, segno che Villa Sant’Angelo ha ripreso il suo percorso anche se non potremo mai dimenticare il dolore per la perdita di 17 nostri compaesani».
LA STORIA
«In origine l’edificio sacro in piazza probabilmente consisteva in una piccola cappella votiva a sua volta costruita sul posto di una precedente icona mariana», si legge nel libro che il nunzio apostolico Orlando Antonini ha dedicato a Villa Sant’Angelo. «La chiesetta può ritenersi fondata ai primi del 1600. Fu rifatta strutturalmente nel primo ’700 e nel tardo ’700 rivestita, all’interno, della trama architettonico plastica barocca e contestualmente, all’esterno, completata con l’attuale facciata. Infine, a inizio ’800, si volle fare una chiesa ampia e bella con donazioni volontarie e col concorso dei Luoghi Pii. La torre ha murature a pietrame con cantonali squadrati e si partisce in quattro piani tramite cornici in pietra a spigoli ornati da mascheroni dai caratteri seicenteschi, mentre la cella superiore delle campane, a 4 fòrnici, per la differenza di tessitura rivela la risistemazione o completamento che ebbe ai primi del Novecento. La fiancata sulla piazza si stende in orizzontale dopo la torre, con successivo basso corpo di fabbrica costituito a piano terra dalla sacrestia e, al primo piano, da un vano che fu adattato a scuola comunale nel 1867. Subito dopo s’apre il portale laterale della chiesa, in pietra, sagomato a orecchiature e coronato da frontone spezzato con al centro una formella scultorea con un San Michele in bassorilievo. Nel 1998-2005, col generoso, corale concorso della popolazione e col lodevole impegno delle amministrazioni comunali dell’epoca, nonché coi fondi Cei (Conferenza episcopale), la chiesa fu oggetto di radicale restauro e consolidamento, e arricchita di due vetrate a colori (un Cristo maestro sulla finestra absidale e una Madonna della Libera su quella facciale), di nuovo pavimento e di nuovo sistema d’illuminazione, amplificazione e riscaldamento. Nel 2009 il terremoto ha sventrato la chiesa completamente nel suo angolo Sud-Est, trascinando l'intera prima cappella settecentesca col neo-borrominiano altare della Madonna Addolorata, la parte superiore della facciata e le rispettive soffittature e coperture, e danneggiando paurosamente il resto delle strutture e dell’apparato architettonico-plastico e decorativo».

