Villaggi Map, sì alla demolizione

26 Luglio 2015

San Demetrio, il consiglio comunale dà il via libera allo smantellamento di tre dei sei “quartieri”

SAN DEMETRIO. Tre dei sei villaggi Map, realizzati dopo il sisma del 2009, saranno presto smantellati. Il consiglio comunale di San Demetrio ne’ Vestini, primo comune del cratere ad assumere una decisione del genere, ha approvato una delibera di indirizzo per lo smantellamento progressivo e il ripristino delle aree dove sorgono i moduli abitativi provvisori di Cardamone, Tatozzi e Subequana. 150 le casette in legno che verranno smontate dalla ditta che si aggiudicherà il bando di gara, pronto entro l’anno. Resteranno intatti, invece, i villaggi di Stiffe, che ospita appena 9 Map, della Palombaia, con 21 abitazioni, e di Collarano (50 Map), «anche per dare sfogo alle necessità abitative, dovute al terremoto, che si protrarranno oltre il tempo medio necessario per la ricostruzione del nostro paese», spiega il sindaco Silvano Cappelli, «i moduli abitativi provvisori serviranno, inoltre, a soddisfare le esigenze di carattere sociale delle categorie più deboli come anziani e famiglie con difficoltà economiche o dei residenti all’estero che hanno una seconda casa a San Demetrio, non ancora agibile». Un’operazione graduale, che prevede lo smantellamento progressivo degli alloggi.Il progetto, che ha ottenuto il via libera del consiglio, passerà ora all’esame dell’Ufficio per la ricostruzione. «Le aree che ospitano i Map», chiarisce Cappelli, «passeranno di proprietà del Comune, laddove i privati hanno optato per l’esproprio, mentre verranno restituite ai legittimi proprietari che hanno scelto di essere indennizzati per il periodo di utilizzo. I sottoservizi, in quest’ultimo caso, resteranno appannaggio del Comune, che ne manterrà la proprietà, senza oneri aggiuntivi». Il comune vestino, che può godere di un patrimonio naturalistico di valore con il lago Sinizzo e le grotte di Stiffe, punta per lo sviluppo futuro sul turismo e la residenzialità. «In quest’ottica», evidenzia il sindaco, «sarebbe un controsenso affiancare a un piano di ricostruzione che supera i 250 milioni di euro, la presenza di sei aree abitative provvisorie, poco qualificanti per il territorio». (m.p.)

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