Villalago rievoca le antiche nozze

Sarà uno degli eventi di avvicinamento al Festival dei Borghi più belli d’Italia
VILLALAGO. Fondere costumi, gesti e tradizioni. Quello che si farà in occasione della rievocazione del suggestivo matrimonio di Villalago, in programma giovedì 18 agosto nel centro storico del paese, in occasione del tredicesimo evento di avvicinamento al Festival dei Borghi più belli d’Italia (a settembre sarà proprio l’Abruzzo a ospitare la XIV edizione del Festival e Abbateggio e Caramanico Terme e Navelli saranno il cuore della manifestazione). Appuntamento curato dall’associazione “I Borghi più belli d’Italia in Abruzzo e Molise”, presieduta da Antonio Di Marco, e presentato ieri a Pescara alla presenza del sindaco di Villalago, Fernando Gatta.
Dopo un momento di approfondimento sulle tradizioni popolari, si visiteranno il vecchio mulino ad acqua, il borgo antico ed il Polo museale. Momento cardine della giornata sarà la sfilata rievocativa del matrimonio antico: il corteo nuziale, che vedrà protagonisti non solo i costumi tradizionali di Villalago, ma anche i costumi antichi degli altri Borghi più belli d’Italia abruzzesi e molisani, attraverserà il centro storico per poi giungere in piazza Celestino Lupi per il ballo della quadriglia e del nodo indissolubile.
Diversi sono i “passaggi” che caratterizzano il matrimonio antico villalaghese: l’esposizione della biancheria dotale della sposa, la cerimonia religiosa, l’incontro con “il vecchio del paese”, il lancio tradizionale dei confetti, il ballo della quadriglia e del nodo indissolubile, gli sposi che vengono accompagnati in casa tra canti e balli, dove la mamma dello sposo li attende sull’uscio per abbracciare la nuora e regalarle un confetto con la frase: “che il vostro matrimonio e la vita che vivrete insieme sia sempre dolce come questo confetto”.
Cosa significa riproporre il matrimonio antico nella nostra attualità? È la domanda che ha spinto l’amministrazione e la comunità di Villalago a riprodurre e celebrare il rito nuziale tradizionale nei dettagli, dagli abiti, alle danze, alle ritualità che si seguivano di generazione in generazione. Erano tempi diversi con legami parentali strutturati secondo abitudini e regole, che oggi possono sembrare difficili da comprendere, eppure, interpretare e narrare questo spaccato della vita antica assume adesso un profondo significato, perché richiama il legame fondamentale tra l’uomo e la terra d’origine, che né il tempo né la modernizzazione potranno mai recidere o modificare.
«Conoscere la storia del luogo natìo, delle abitudini e usanze», afferma Antonio Di Marco, «significa avere ben chiara la nascita della comunità e del suo carattere, della sua “identità”; come per le persone, così per i luoghi, si determina nel tempo un certo atteggiamento, una precisa attitudine ad interpretare e vivere la quotidianità, un carattere, appunto, e questo carattere, questa tipicità poco alla volta si definisce sempre più attraverso la sedimentazione di riti antichi e di attualizzazioni contemporanee. Villalago, con la rievocazione storica dell’antico matrimonio, ha saputo interpretare precisamente questa necessità di raccontarsi nel presente attraverso il passato, sottolineando il bisogno di riconoscimento che ogni luogo, in quanto luogo di comunità, costruisce e chiede. L’associazione da me presieduta con gli eventi di avvicinamento al Festival nazionale vuole realizzare proprio questo: puntare un faro su tutte le preziose realtà locali, che con grande impegno e dignità hanno scelto di essere riconosciute nella loro autentica identità».
La giornata si concluderà con il concerto “Cinque artisti in cerca di autore”.

