Villavallelonga porta avanti la battaglia contro il Parco
VILLAVALLELONGA. Niente turisti, né convegni o investimenti, ma «solo vincoli per Villavallelonga». Tuona così Paolo Coccia, portavoce di un gruppo di residenti di Villavallelonga, e nel mirino c’è...
VILLAVALLELONGA. Niente turisti, né convegni o investimenti, ma «solo vincoli per Villavallelonga». Tuona così Paolo Coccia, portavoce di un gruppo di residenti di Villavallelonga, e nel mirino c’è sempre il Parco nazionale. «Le nostre montagne hanno un valore inestimabile che va oltre i 50.000 euro annui che l’Ente versava al Comune», sottolinea Coccia, «somma irrisoria rispetto al valore del territorio, nulla in confronto alla perdita dell’uso civico e alla disoccupazione giovanile. Se a Villavallelonga esiste la faggeta più antica d’Europa non è grazie al Parco ma ai cittadini che hanno tutelato il territorio. Il Parco non presta attenzione nemmeno alla segnaletica degli itinerari turistici appesa ai faggi con viti e lacci per le scarpe». Il portavoce mette in risalto il mancato arrivo dei pollai antiorso, la chiusura del centro visita e dell’oasi faunistica. Pollice verso alla sbarra: «I prati d’Angro sono proprietà privata e non vogliamo chiedere il permesso per l’accesso. Fanno parte di tradizione, storia e cultura. Non serve la sbarra per salvaguardare la natura». (m.s.)
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