Villetta-prigione di Mussolini, c’è la seconda asta per la vendita

11 Maggio 2021

Per assegnare l’immobile di Fonte Cerreto nuova data il 27 luglio dopo che la prima andò deserta La quotazione-base della storica struttura è nel frattempo calata da un milione a 670mila euro

L’AQUILA. Torna nuovamente all’asta (dopo che la prima è andata deserta) la “villetta” a Fonte Cerreto, località che si trova alla base della funivia del Gran Sasso, dove, tra il 28 agosto e il 2 settembre del 1943, fu tenuto prigioniero Benito Mussolini che poi fu trasferito, per motivi di sicurezza, nell’albergo in quota a Campo Imperatore.
L’immobile inizialmente poteva essere acquistato per circa un milione di euro.
Ora, invece, la cifra è scesa a 670.000 euro.
La seconda asta è stata già fissata per il prossimo 27 luglio.
Nella struttura, va di nuovo ribadito, è operativo un ristorante, la locazione scade alla fine di novembre 2022 ed è prorogabile di sei anni in sei anni.
Si tratta, quindi, di un edificio ancora in buone condizioni salvo alcune parti non utilizzate.
Mussolini, come noto, fu fatto arrestare da Re Vittorio Emanuele III nel pomeriggio del 25 luglio del 1943 dopo la notte del Gran Consiglio che di fatto lo aveva sfiduciato. L’ormai ex duce del fascismo fu portato prima in un alcune caserme di Roma, in seguito fu ristretto nell’isola di Ponza e poi alla Maddalena. Alla fine di agosto del 1943 si decise di portarlo sul Gran Sasso.
La “villetta” era di proprietà di una signora romana, Rosa Conti vedova Mascitelli. Mussolini trascorse i giorni alla “villetta” leggendo, scrivendo, ascoltando la radio – fornitagli dal tecnico della funivia Remo Lalli – e giocando a tressette, a briscola o a scopone con alcuni suoi custodi.
La vigilanza era affidata a circa 150 persone tra carabinieri e agenti di polizia.
Ai primi di settembre del 1943 all’Aquila, però, molti sapevano che Mussolini era a Fonte Cerreto.
Il 2 settembre, nel pomeriggio, si decise, per motivi di sicurezza, di portare l’ex duce nell’albergo di Campo Imperatore, la prigione più alta del mondo.
Dopo la guerra la requisizione della villetta di Fonte Cerreto come prigione per Mussolini sarà causa di un lungo contenzioso tra la proprietaria e l’amministrazione dello Stato.
A liberazione dell’Aquila avvenuta, la signora chiese la restituzione del suo immobile e un risarcimento danni. Infatti i tedeschi – dopo il blitz del 12 settembre 1943 a Campo Imperatore per liberare il capo del fascismo – devastarono l’edificio e fu rubato di tutto.
L’edificio fu restituito alla legittima proprietaria il 16 ottobre 1944, ma la Prefettura dell’Aquila non ritenne di doversi accollare il risarcimento per danni di guerra e corrispose solo una indennità di requisizione.
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