«Villino Cimarosa, svanito il progetto»

L’ex consigliere Gallese: dell’annunciato recupero non si sa più nulla e la struttura è in abbandono
AVEZZANO. Sei mesi fa, nella solennità del palazzo municipale, il progetto di recupero del villino Cimarosa, un pezzo di storia della città, seppur dolorosa, inseguito vanamente dagli ex sindaci, Antonio Floris e Gianni Di Pangrazio, sembrava ormai a un passo dalla meta: l’allora presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, annunciò agli amministratori guidati da Gabriele De Angelis che «a breve procederemo con la sottoscrizione di una convenzione studio preliminare per cui la Fondazione avrà il comodato d’uso gratuito della struttura». Quella promessa, però, sembra essersi persa nei meandri della burocrazia visto che da quell’incontro ufficiale, dove oltre a spiegare le finalità socio-culturali dell’intervento, i progettisti, gli ingegneri Donato Di Biase e Ida Maria Gatti, illustrarono la storia della struttura attraverso le immagini concesse dall’archivio dello stato maggiore dell’esercito, sono passati quasi 180 giorni.
«Quel progetto di grande spessore socio-culturale», afferma l’ex consigliere comunale Gianfranco Gallese, «sembra essere svanito. Non si può attendere all’infinito però: i segni del degrado che avanza alla struttura del villino, dove il recinto è stato divelto, evidenziano la necessità di non perdere altro tempo per il restauro». Il villino, infatti, sta peggiorando a vista d’occhio, mentre la recinzione sfondata evidenzia intrusioni.
«Comune e Fondazione Carispaq», chiosa Gallese, «ognuno per la sua competenza, diano un segnale. Vorremmo capire se si va avanti, se ci sono intoppi, oppure se qualcuno ha cambiato idea». A febbraio 2007 il villino è stato riconosciuto di interesse culturale dalla Soprintendenza, dove sarebbero finite le carte per passare alla fase successiva. Indiscrezioni parlano di lungaggini burocratiche, ma sei mesi dovrebbero essere un tempo sufficiente per il responso. L’operazione recupero della struttura, costruita nel 1916, dopo il sisma che rase al suolo la città, che nel corso della II Guerra mondiale ospitò il comando del genio militare, poi finita nel declino, iniziò otto anni fa. Era il 2011, quando l’allora sindaco, Floris, mise in agenda il passaggio alla Fondazione, ma senza esito; nel 2013 ci provò Di Pangrazio, però l’asta andò a vuoto; ora con De Angelis il progetto sembrava in fase di decollo. Ma così non è stato. (m.s.)
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