Vincoli centri storici Scontro tra Comune e Soprintendenza

6 Dicembre 2019

Il Tar sospende anche l’annullamento deciso dal Comune della delibera che allentava le maglie per le frazioni

L’AQUILA. Rischia di diventare una telenovela il contenzioso tra il Comune e la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio dell’Aquila e i Comuni del cratere in relazione alla delibera di consiglio comunale dell’11 aprile scorso che riformava una delibera del 2016 e, semplificando, allentava alcuni vincoli per la ricostruzione, in particolare dei centri storici delle frazioni. La Soprintendenza, contro quella delibera, fece ricorso al Tar e ottenne la sospensiva. A quel punto il Comune «per evitare ritardi e blocchi nella ricostruzione», ha deciso di annullare in autotutela la delibera. Tutto risolto? No, perché la Soprintendenza ha fatto ricorso ai giudici amministrativi anche contro la delibera di consiglio di annullamento in autotutela del provvedimento di aprile, chiedendone la sospensiva. E il Tar ha dato di nuovo ragione alla Soprintendenza e a questo punto sarà lo stesso Tar, il 25 marzo del prossimo anno, a pronunciarsi sulla delibera di aprile 2018 visto che è stato “annullato” l’annullamento. «Il Comune», scrivono i giudici, «in luogo di fare appello alla prima ordinanza del Tar ha invece ritenuto di aggirarla». Il Tar con la prima ordinanza «aveva semplicemente ritenuto che – sul presupposto dell’irreversibilità degli effetti nel medio periodo derivanti dall’esecuzione dei provvedimenti impugnati in quella sede – fosse necessario preservare la situazione fino alla data della discussione del merito in relazione all’importanza economico-sociale delle questioni dedotte».
Inoltre, secondo i giudici, «la sospensione oggi disposta non giustifica affatto l’insorgere di gravi questioni, atte a incidere negativamente e a imporre ritardi sull’opera di ricostruzione, come lamentato dall’amministrazione perché, al contrario, l’applicazione immediata di norme tecniche-edilizie ancora sub iudice potrebbe cagionare ulteriori difficoltà, incertezze e rallentamenti non solo alla pronta definizione delle pratiche di contributo ancora in istruttoria, ma anche di quelle fin qui già definite che potrebbero essere oggetto di richieste di sospensione dei lavori in vista di varianti e della possibilità di ulteriori richieste di maggior contributo pubblico». Per ora resta quindi in vigore la delibera del 2016 (giunta Cialente). Potrebbe a questo punto porsi un problema di livello di sicurezza nella ricostruzione (se alcuni edifici non possono essere abbattuti ma solo ristrutturati è chiaro che non si potrà raggiungere il 100%). Inoltre, se si dovrà intervenire su edifici danneggiati, ma non crollati completamente, il costo dei lavori, per raggiungere livelli antisismici adeguati, potrebbe lievitare di parecchio.
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