Violenza all’ex moglie, nei guai un 50enne

26 Giugno 2021

Dopo una perizia la Procura chiede l’archiviazione per l’uomo, ma il gip ordina l’imputazione coatta

SULMONA. L’avrebbe obbligata a rapporti sessuali, nonostante fossero ormai separati, contro la sua volontà. Per la procura le accuse andavano archiviate: non così, invece, per il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona Marco Billi, il quale ha disposto l’imputazione coatta, nei confronti di un 50enne, W.A. di Sulmona.
Il giudice ha dato ordine alla Procura di formulare l’imputazione per l’ipotesi di reato di violenza sessuale. Un’inchiesta che è stata avviata il 12 aprile 2018, quando l’ex moglie del 50enne si è presentata nella stazione dei carabinieri di Sulmona per denunciare il suo ex coniuge che, proprio in quel periodo, mentre la separazione era già in corso, aveva fatto rientro nell’abitazione della coppia, occupando il piano sottostante.
La donna, assistita dall’avvocato Alessandra Baldassarre, ha raccontato ai militari dell’Arma di essere stata umiliata e offesa, anche davanti alle figlie, e soprattutto di essere stata vittima di violenza sessuale per i rapporti sessuali a cui sarebbe stata costretta a sottostare. In particolare, secondo quanto dal lei riferito ai carabinieri, il 50enne l’avrebbe obbligata anche con la forza a subire le sue attenzioni carnali.
La Procura aveva disposto una perizia per approfondire il caso e secondo il medico legale incaricato dell’accertamento non ci sarebbe stata alcuna violenza. E proprio facendo affidamento sulla perizia il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione del caso. Per il gip invece, «appare sufficiente evidenziare come la natura violenta della condotta dell’indagato si radica nel dissenso all’atto sessuale da parte della persona offesa, anche indipendentemente dall’esercizio di violenza materiale e dal riscontro di un quadro lesivo sulla persona offesa. Nel caso di specie, peraltro, risultano riscontrati segni sulle braccia compatibili con quanto riferito nella querela». La Procura dovrà ora formulare il capo d’imputazione a carico del sulmonese, difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta, con la richiesta di rinvio a giudizio. (c.l.)
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