Violenza contro le donne: case rifugio e fondi certi

Ecco la mozione: impegna il Comune a favore del centro che aiuta le vittime di abusi «Servono almeno altri due alloggi per ospitare chi scappa da uomini violenti»
L’AQUILA. Fondi certi e costanti per il centro antiviolenza, case rifugio, campagne informative contro la violenza di genere: sono gli impegni che vengono chiesti all’amministrazione guidata dal sindaco Pierluigi Biondi da una mozione sottoscritta dalle consigliere di minoranza Simona Giannangeli (L’Aquila coraggiosa), Stefania Pezzopane ed Eva Fascetti (Partito democratico), Emanuela Iorio (Il Passo possibile). Il documento è stato illustrato ieri da Giannangeli e Pezzopane, nel corso di una conferenza stampa nella sede comunale di Villa Gioia alla quale hanno partecipato anche i colleghi di opposizione Alessandro Tomassoni ed Elia Serpetti (Il Passo possibile) ed Enrico Verini (Azione).
numeri preoccupanti
«Dall’inizio dell’anno ad oggi il centro antiviolenza dell’Aquila ha preso in carico 49 donne che hanno chiesto per la prima volta aiuto», spiega Giannangeli, «e tra queste 40 hanno figli minori. Nella casa rifugio segreta, attivata nel 2021, sono state invece finora ospitate otto donne, e tra queste quattro con figli minori». Il centro, che opera nell’ambito dell’associazione Donatella Pellini, che gestisce anche la biblioteca delle donne, è attivo nel capoluogo da quattordici anni: in questo lasso di tempo circa 700 sono state le richieste di aiuto arrivate.
Una media di cinquanta all’anno, in linea con le 48 di questo 2022 non ancora finito: numeri che evidenziano come il fenomeno non sia in discesa. Tra l’altro, come ricorda il testo della mozione, le donne in questione, che «hanno un’età che va dai quindici ai settanta anni, sono prevalentemente cittadine italiane».
rimedi necessari
«Quello che proponiamo», continua la consigliera dell’Aquila coraggiosa, «è un’assunzione di responsabilità politica e amministrativa, che consenta al centro antiviolenza di poter contare su fondi strutturali e certi. E che vengano messa nella disponibilità del centro almeno altri due case-rifugio, due appartamenti contigui e sicuri per accogliere donne, anche con figli, che fuggono dalla violenza».
Viene perciò chiesto a sindaco e giunta l’impegno a sostenere azioni e progetti per migliorare la condizione delle donne in città, anche attraverso la promozione di progetti culturali e formativi. Il Comune viene inoltre invitato a pubblicizzare sul proprio sito il numero di aiuto nazionale 1522 e quello del centro dell’Aquila 340.0905655, entrambi operativi h24. Alle assessore alle Pari opportunità (Ersilia Lancia) e Politiche sociali (Manuela Tursini) si chiede l’impegno a istituire un tavolo permanente della rete antiviolenza cittadina e a individuare le risorse economiche da destinare al centro, al pari degli appartamenti da utilizzare come case rifugio. «È l’occasione per un cambio di passo al di là delle iniziative simboliche», sottolinea Pezzopane, «a prescindere dalle iniziative simboliche alle quali l’amministrazione sta già lavorando. Mi auguro che su questo ordine del giorno il consiglio comunale voti all’unanimità, come mi auguro che il 25 novembre non diventi solo una sorta di festa».
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