Violenza di genere, esperti in campo

15 Novembre 2018

Convegno del Siap per spiegare le misure di prevenzione e tutela

L’AQUILA. Il 27 novembre alle 9, all’auditorium dell’Ance, si terrà il convegno “Dallo stalking al femminicidio”, organizzato dalla segreteria regionale del Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia di Stato), con il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune dell’Aquila e della Regione Abruzzo e con la collaborazione del Comitato pari opportunità del Consiglio dell’Ordine degli avvocati.
Ad annunciare l’iniziativa sono l’assessore comunale Sabrina Di Cosimo e Alberto Ravanetti, segretario regionale Siap. Un convegno che ha come scopo quello di «creare un confronto interprofessionale, poiché non è assolutamente sufficiente agire solo quando il reato si è consumato ma è indispensabile intervenire preventivamente, attraverso un’incisiva opera di comunicazione, informazione e supporto alla cultura di genere».
«Vorrei che al convegno si evidenziasse come gli stupratori non siano solo dei “mostri” o dei “malati” ma che invece, a picchiare, violentare e uccidere sono, nella stragrande maggioranza dei casi, mariti, fidanzati, compagni o ex. Vorrei che si ricordasse», afferma la Di Cosimo, «che non esiste solo la violenza fisica ma ci sono anche lo stalking e le forme più subdole di violenza psicologica. Vorrei, quindi, che questo dibattito punti a costruire una nuova cultura del rispetto, a partire dalla scuola e dalla famiglia. Si tratta di un argomento al quale, come donna e come rappresentante delle istituzioni, sono particolarmente attenta. Per tale ragione ho avviato con il Siap un percorso progettuale ampio e condiviso, relativo a problematiche di drammatica attualità quali, oltre alla violenza di genere, anche le dipendenze e il bullismo. Un progetto che intendo articolare anche attraverso il coinvolgimento delle scuole».
«Il convegno è rivolto alla cittadinanza», ricorda Ravanetti, «per verificare i numeri e le misure di prevenzione e di tutela che riguardano il nostro territorio a distanza di anni dall’entrata in vigore della legge sul femminicidio. Saper riconoscere la violenza per poterla affrontare, infatti, è un passo che, purtroppo, non si può fare in solitudine, ma necessita del fondamentale sostegno di familiari, amici e professionisti».
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