Violenza sessuale, assolto dopo 4 anni

Un 31enne scagionato dall’accusa di aver costretto la vittima a un rapporto. La persona offesa non si è costituita parte civile
L’AQUILA. Aveva rischiato l’arresto con la pesante accusa di violenza sessuale. Era dunque finito sotto processo per aver commesso quello che fu chiamato «lo stupro di Natale». Ieri, a quattro anni e mezzo di distanza dai fatti, è stato assolto «perché il fatto non sussiste». Il protagonista della vicenda è Piero Coletti, di 35 anni, meccanico, scagionato dall’accusa all’esito del procedimento con rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Marco Billi. Nel corso delle udienze precedenti la difesa aveva chiesto per conto dell’imputato il giudizio abbreviato. Lo stesso giudice aveva poi disposto l’esame della persona offesa (che non si è costituita parte civile) come integrazione istruttoria. Nell’udienza del 29 marzo scorso è stata esaminata la parte offesa e controesaminata dalla difesa dell’imputato, che nel corso del procedimento è stato assistito dagli avvocati Fabrizio Di Marco e Gianluca Racano, del Foro dell’Aquila. La stessa pubblica accusa, all’esito delle udienze, aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato.
La storia
La vicenda risale al 24 dicembre 2017 e i fatti avvennero a San Demetrio ne’ Vestini. I due si erano conosciuti in un locale dov’era in corso una festa e poi si erano allontanati a bordo dell’automobile dell’uomo, che aveva raggiunto una località appartata nelle vicinanze del lago Sinizzo. Lì, secondo l’accusa che non ha retto al vaglio del giudice, l’imputato avrebbe costretto la vittima a subire un rapporto sessuale nonostante la persona offesa avesse manifestato, come contestato dall’accusa nel capo d’imputazione «la volontà di non intraprendere il rapporto e comunque di recedervi». La ragazza si era anche sentita male ed era stata lasciata seminuda dall’uomo, tornato pochi minuti dopo sul posto. La difesa dell’imputato ha invece evidenziato le «contraddizioni» nelle parole della vittima «che minano la sua credibilità» e ha sostenuto che l’uomo aveva interrotto il rapporto su richiesta della donna.
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