Violenza sessuale sulla figlioletta Sei anni a madre ed ex compagno

11 Luglio 2021

Il tribunale riconosce la colpevolezza di una coppia avezzanese, l’accusa aveva chiesto 7 anni e mezzo Il papà della piccola vittima si è costituito parte civile nel procedimento. La bimba fu tolta alla donna

AVEZZANO. Sei anni di reclusione per violenza sessuale su minore. È la condanna inflitta dai giudici del tribunale di Avezzano a una donna marsicana e al suo ex compagno (i nomi vengono omessi per la superiore tutela del minore coinvolto) ritenuti colpevoli di aver abusato sessualmente della figlia di lei. Le violenze, secondo quanto emerso dagli atti dell’indagine, sarebbero maturate nell’abitazione in cui la madre della bambina risiedeva con il convivente all’epoca dei fatti, all’interno di quello che sarebbe dovuto essere un ambiente più che sicuro.
L’ORRORE. Quando la piccola frequentava la casa della mamma e del convivente di allora di quest’ultima, i suoi genitori erano separati e l’affido della figlia era condiviso. Tuttavia, a processo ancora in corso, il tribunale per i minorenni dell’Aquila, vista la gravità delle accuse mosse alla mamma, ritenuta anche incapace di gestire la figlia, aveva deciso per l’affido esclusivo al padre. Gli episodi di violenza si sarebbero consumati tra il 2014 e il 2015, anni in cui la bambina, vittima dei brutali abusi, aveva tra i 5 e i 6 anni. La sentenza di condanna, in primo grado, è stata emessa dal tribunale di Avezzano in composizione collegiale. Il collegio – presieduto dalla presidente del tribunale Zaira Secchi e composto dai giudici a latere Marianna Minotti e Paolo Lepidi – ha condannato la madre della bimba e il suo compagno del tempo a sei anni di reclusione per violenza sessuale su minore. Il pubblico ministero ne aveva richiesti 7 e mezzo.
PENE ACCESSORIE. Ai due, però, sono state inflitte una serie di pene accessorie: perdita della responsabilità genitoriale; interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente a tutela, curatela e amministrazione di sostegno; perdita del diritto agli alimenti e l’esclusione dalla successione delle persona offesa; interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualunque incarico in scuole, uffici o servizi in strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori. Infine, dopo la pena, per un anno, i due dovranno osservare delle misure di sicurezza come il divieto di avvicinamento a luoghi frequentati abitualmente da minori e di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con minori, nonché l’obbligo di tenere informati gli organi di polizia sulle residenza ed eventuali spostamenti. Il papà della piccola vittima, che si è costituito parte civile, è assistito dall’avvocato Patrizia Bernardi. Nel corso del processo ai due imputati, condannati in primo grado per violenza sessuale, è stata riconosciuta l'aggravante della continuazione. La madre della vittima e il suo ex compagno presenteranno ricorso in appello contro la sentenza emessa dal tribunale di Avezzano.
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