Violenza sulle donne Quaranta casi in un anno

25 Ottobre 2016

Il dato emerge dal convegno promosso dal sindacato di polizia Siap Il questore Terribile: «Oggi però siamo più forti per contrastare questi reati»

L’AQUILA. Sono quaranta i casi di violenza commessi contro le donne nel 2015 sull’intera provincia dell’Aquila. E per il 2016 non si prevedono grandi disallineamenti rispetto ai dati dell’anno precedente. Lo ha detto ieri il questore Alfonso Terribile, nel corso del convegno “Donne che amano troppo: No alla violenza sulle donne”, promosso dal Siap (sindacato di polizia), che si è svolto all’Auditorium del Parco del Castello. Era previsto l’intervento di Lucia Annibali, l’avvocatessa di Pesaro che tre anni fa fu sfigurata con l’acido solforico, ma la professionista ha dovuto rinunciare a essere presente nella platea dei relatori per impegni improvvisi con il ministro Boschi . «Il 70% delle donne uccise», ha esordito Alberto Ravanetti, segretario del Siap Abruzzo, riferendosi al dato nazionale, «in precedenza aveva presentato denuncia. Nel 2013 l’Onu ha puntato il dito contro l’Italia definendo il femminicidio come omicidio di Stato». Il questore Terribile ha rimarcato che «le forze di polizia sono in prima linea nel contrasto a questi reati odiosi. Oggi siamo più forti grazie a una normativa più incisiva che ha consentito alle forze di polizia e alla magistratura di contrastare un fenomeno che trae origine da ragioni culturali, nel rapporto tra uomo e donna. Credo anche che in questi anni la donna si sia evoluta molto più dell’uomo, e questo sicuramente costituisce un problema nella nostra società». Per il pubblico ministero Stefano Gallo, «rispetto al passato le donne si stanno abituando a denunciare, e quindi denunciando si espongono alla reazione. Noi siamo chiamati a tutelarle. Come istituzione, e come Stato, dobbiamo vincere determinate diffidenze, e anche cercare di cambiare un pochino la cultura degli uomini». Secondo la senatrice Elena Marinucci, presente tra il pubblico, «la legislazione attuale è più che sufficiente. Non sono favorevole», ha detto, «ad aumenti di pena che tanto poi non vengono applicati, ed è peggio. Le pene devono essere applicate seriamente, la carcerazione deve durare il tempo giusto. E poi c’è tutto un lavoro da fare fuori dalla legge, proprio come patto culturale. Rispetto al passato la situazione è stazionaria, è rimasta uguale, solo che adesso ci sono più sensibilità e attenzione». Tra i relatori anche Simona Giannangeli, Maria Vitoria Isidori, Michele Simolo, autore di “No violence”, il pm Roberta D’Avolio, Marco Fanfani, la senatrice Stefania Pezzopane e il segretario nazionale Siap, Giuseppe Tiani.

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