Violenze e degrado, la richiesta: «Nel centro città torni l’esercito»

Depositato in consiglio il documento di Faccia per il ripristino dell’operazione Strade sicure coi militari Partito democratico all’attacco: «Misura richiesta dalla maggioranza mentre Biondi nega il problema»
L’AQUILA. L’esercito in strada per contrastare i gravi fatti di violenze e degrado nel centro storico dell’Aquila. A lanciare l’idea è il consigliere comunale di maggioranza Luigi Faccia, che ha depositato un ordine del giorno urgent da discutere in Aula per il ripristino dell’operazione “Strade sicure” «in relazione alle esigenze di prevenzione e contrasto alla criminalità», visto che i casi «sono notevolmente aumentati». Il riferimento è alle risse e alle aggressioni delle ultime settimane, andate in scena tra il parco del Castello alla Villa comunale. Ma anche ai gravi fatti vandalici culminati venerdì notte, quando un’auto guidata da giovani ha sfondato e devastato l’area festa di piazza San Basilio.
A svelare l’ordine del giorno è stato il Partito democratico. «Oramai è chiaro che la destra al governo di Regione e Comune dell'Aquila procede in ordine sparso, senza alcuna idea politica»: così esordiscono in una nota il segretario cittadino Nello Avellani e il capogruppo consiliare Stefano Albano, che attaccano su un tema caldissimo del dibattito cittadino aquilano.
«In queste settimane è emerso il disagio forte di cittadine e cittadini rispetto ad alcuni episodi di violenza che si sono verificati in centro storico», spiegano i due consiglieri Pd. «Se da un lato il sindaco Pierluigi Biondi, sordo alle sollecitazioni, nega ci siano problemi di ordine pubblico, dall’altro un suo consigliere evoca l’esercito. Qual è, se c’è, la posizione dell'amministrazione comunale? Cosa intende fare per rispondere alla percezione di insicurezza diffusa tra i cittadini? Intende affrontarla? E se la risposta è sì, in termini esclusivamente securitari o attraverso politiche di prevenzione che, a nostro parere, debbono passare da una profonda riflessione sull’assenza di spazi sociali e culturali aperti, che i giovani possano frequentare?».
E ancora Avellani e Albano, facendo riferimento alla feroce discussione in consiglio del febbraio scorso: «Ce lo domandiamo anche alla luce dell’atteggiamento della maggioranza che ha deciso, nel corso del consiglio comunale straordinario sul tema, di bocciare l'ordine del giorno delle opposizioni, a prima firma Alessandro Tomassoni (Il Passo Possibile), che avanzava proposte concrete, e realizzabili, concertate con residenti, professionisti, commercianti e giovani auditi nelle commissioni consiliari competenti». Quindi l’attacco finale: «Ci auguriamo che il sindaco, impegnato a difendere il governo Meloni nei programmi televisivi e troppo spesso assente da Palazzo Fibbioni, decida di occuparsi, finalmente, dei problemi della città». (u.c.)
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