Violenze, le autorità rispondono: arrestato l’aggressore del parco

17 Ottobre 2023

Il 23enne è accusato di aver compiuto almeno due rapine al Castello colpendo le vittime col mattarello Con lui un gruppo di giovani. Quella dei carabinieri è la prima azione dopo il vertice in prefettura

L’AQUILA. È la risposta diretta delle forze dell’ordine al nuovo allarme sicurezza nel centro dell’Aquila. La prima dopo il vertice in Prefettura di una settimana fa. È stato infatti arrestato l’aggressore del Parco del Castello, accusato di almeno due rapine violente effettuate brandendo un mattarello e con l’appoggio di un gruppo di complici. Si tratta di un tunisino di 23 anni, H.J. E la notizia dell’arresto è arrivata proprio nelle stesse ore in cui, a Villa Gioia, si consumava il tentativo del consiglio comunale di dare una risposta politica alle violenze e al disagio giovanile (vedi articolo in pagina).
IL RAPINATORE SERIALE
L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri: sono stati loro a eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal giudice per le indagini preliminari dell’Aquila. Il 23enne, infatti, è accusato di rapina, lesioni e porto abusivo di strumenti atti all’offesa (il mattarello, appunto). I fatti risalgono al 26 agosto scorso, quando un 30enne, anche lui di origini straniere, secondo gli inquirenti fu avvicinato da un gruppo di ragazzi tunisini mentre si trovava nel Parco del Castello. Uno di loro, H.J., lo colpì due volte con il mattarello in pieno volto, facendolo cadere a terra. A quel punto il 23enne, sempre secondo la ricostruzione, prese il telefono del 30enne e fuggì. La vittima, soccorsa da un barista della zona , finì all’ospedale San Salvatore per i traumi: per lui una prognosi di 40 giorni.
Solo pochi giorni dopo, il 13 settembre, lo stesso 23enne fu colto in flagranza di reato dai carabinieri della sezione operativa della compagnia aquilana mentre aggrediva un marocchino di 37 anni. Anche in questo caso con un mattarello – oltre che con una bottiglia di vetro – e all’interno del Parco del Castello. In quell’occasione, il tunisino oppose resistenza ai carabinieri all’interno della caserma e fu portato in carcere. È proprio nel carcere di Rieti che gli è stata notificata la nuova misura cautelare, motivata dal gip dalla «brutalità» delle azioni e dal «concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte illecite omologhe». Nei prossimi giorni per il ragazzo è previsto l’interrogatorio di garanzia.
TOLLERANZA ZERO
Quella nei confronti del 23enne è solo l’ultima delle azioni delle forze dell’ordine. Che nei giorni scorsi, in occasione del vertice in Prefettura, hanno annunciato anche più controlli soprattutto nei cinque punti più sensibili della città. Uno è proprio il Parco del Castello. Gli altri sono Quattro cantoni, San Bernardino, Villa comunale e terminal bus di Collemaggio. Si tratta di aree che più volte negli ultimi tempi hanno ospitato violenze. Lo stesso questore Enrico De Simone, dopo una rissa alla Villa comunale, annunciò l’uso del Daspo Willy contro cinque persone, allontanate dai luoghi sensibili del centro storico a seguito di denunce. «Questi provvedimenti sono la diretta conseguenza del controllo che costantemente esercitiamo sul territorio», spiegò al Centro. «Il fine di questi provvedimenti non riguarda tanto la sola punibilità degli autori dei reati commessi, ma anche e soprattutto la messa in sicurezza dei cittadini per bene. È importante sapere che chiunque pensi di venire all’Aquila e tenere una condotta che comprometta il quieto vivere e la pubblica sicurezza di questa comunità, avrà una risposta immediata da parte delle forze di polizia e noi non faremo sconti a nessuno».
LE GUARDIE GIURATE
Nei giorni scorsi Comune, Prefettura e forze dell’ordine hanno anche firmato un accordo con gli istituti di vigilanza privata, nell’ambito del progetto “Mille occhi sulla città”. E ora viene svelato quel protocollo d’intesa, che però non prevede pattugliamenti veri e propri. Le guardie giurate, si legge infatti, «nell’ambito dei servizi affidati dalla committenza (dai clienti privati, ndr), possono svolgere compiti di osservazione e raccogliere elementi informativi utili per le forze di polizia ai fini della prevenzione e della repressione dei reati». Questo, quindi, senza «l’esercizio di pubbliche funzioni» e senza «costi e oneri ulteriori». L’accordo prevede anche una linea diretta tra guardie giurate e forze dell’ordine, la formazione, l’istituzione di un tavolo tecnico continuo e il monitoraggio del progetto.
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