Violenze su donne e minori «Sono tanti i casi sommersi»

I reati commessi in famiglia al centro della relazione annuale sulla giustizia Francabandera (presidente Corte d’Appello): «Problema affrontato con cura»
L’AQUILA. Crescono le violenze sulle donne soprattutto in ambito familiare e sempre più spesso sono coinvolti minori. È uno dei passaggi più significativi e preoccupanti della relazione sull’amministrazione della giustizia in Abruzzo per il periodo 1 luglio 2020-30 giugno 2021 letta dal presidente della Corte d’Appello Fabrizia Francabandera all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
REATI DI GENERE
«In termini generali», ha detto Francabandera, «diminuisce il numero dei reati (di oltre 2.000 unità nel Distretto), soprattutto di quelli più gravi, con la dolorosa eccezione, nonostante le leggi, gli interventi, l’attenzione politica e mediatica, dei reati cosiddetti di genere; non tanto dei femminicidi che suscitano clamore (per fortuna pochi in Abruzzo), quanto delle violenze, le condotte persecutorie, i maltrattamenti, che, com’è noto, sono la punta dell’iceberg di un fenomeno più ampio. Le donne, ancora oggi, preferiscono – se possono – non denunciare, rinunciando a chiedere l’intervento dell’autorità, pur di non correre il rischio di esporsi senza al contempo trovare risposte adeguate e aiuti concreti nella ricostruzione di un percorso di vita che si vuole interrompere».
MINORI
«Il problema della violenza intrafamiliare», ha continuato la presidente, «è stato affrontato con particolare cura, come sempre, dal Tribunale e dalla Procura per i Minorenni. In particolare il Tribunale per i Minori, nel 2020-21, ha dovuto adottare d’urgenza ben 38 sospensioni dalla responsabilità genitoriale di padri per condotte violente verso la partner o i figli minori, con misure che vanno dall’allontanamento dall’abitazione familiare ai divieti di avvicinamento, dal collocamento di madri e figli in strutture protette alla previsione di incontri protetti coi figli; la decadenza dalla responsabilità genitoriale, misura più drastica, è stata pronunciata in 4 casi, ma è interessante evidenziare che tali procedimenti erano stati aperti a seguito di segnalazioni di maltrattamenti verso il coniuge».
COVID E SCUOLA
«Il giudice minorile», ha sottolineato ancora la presidente, «ha il difficile compito di individuare complessi interventi di supporto. Per facilitare tali interventi sono stati redatti protocolli con enti e istituzioni, soprattutto quelle scolastiche, aprendo un confronto pubblico sul problema del malessere degli adolescenti, esploso in fase di emergenza sanitaria e di limitazione della frequenza scolastica, con aumento esponenziale di fenomeni di autolesionismo e disturbi alimentari (concernenti perlopiù le ragazze), di pedopornografia, revenge porn (diffusione senza consenso di immagini o video intimi, ndr), di abbandono scolastico (anche da parte di adolescenti appartenenti a ceti socio-economici elevati) e di dipendenza dagli strumenti informatici, con i noti danni da iperconnessione».
IN FAMIGLIA
«Riferiscono i dirigenti degli uffici minorili», si legge nella relazione, «che l’ascolto dei minori conferma il pregiudizio, talvolta irrimediabile, per un equilibrato sviluppo della personalità, specie se il problema emerge in ritardo quando i figli hanno superato l’età infantile. In tali casi ci si confronta con ragazzi, soprattutto maschi, che hanno costruito difese psicologiche difficilmente superabili, introiettando gli schemi familiari sino a ritenere naturale la violenza e riproporla nei confronti delle figure femminili. E non sono rari i casi in cui sono gli stessi figli, più spesso le figlie, a portare all’esterno una realtà familiare dolorosa, esponendosi a pressioni e conflitti interiori».
I NUMERI
Nella relazione ci sono i numeri degli uffici giudiziari in Abruzzo. «Nel settore Civile e Lavoro», si legge, «sono stati iscritti nei tribunali del distretto circa 34mila nuovi procedimenti, in aumento rispetto al 2020. Ne sono stati definiti 36.700 recuperando procedimenti arretrati. La pendenza totale rimane circa 30mila procedimenti. Nel penale meno iscrizioni nei Tribunali con 8.500 nuovi procedimenti, di cui 8mila al Monocratico e 500 al Collegiale. Gli uffici hanno definito 8.700 procedimenti, smaltendo i nuovi numeri, ma senza riuscire a lavorare sulle pendenze, 19mila, di cui quasi mille nel settore Collegiale. In Corte d’Appello lieve aumento delle iscrizioni, circa 2.800, ma aumentano sentenze, poco più di 3mila, di cui solo 500 di prescrizione. Pendono 4.600 procedimenti al 30 giugno in leggera flessione rispetto all’anno prima».

