Violenze su una disabile: assolti

Troppe contraddizioni nei racconti, per i due imputati sentenza ribaltata in Appello
SULMONA. Erano stati condannati rispettivamente a sei anni e a cinque anni e mezzo di carcere, ma ieri la Corte d’appello dell’Aquila ha ribaltato la sentenza assolvendoli dall’infamante accusa di aver avuto rapporti sessuali con una disabile, contro la sua volontà. Per Maurizio Cianfaglione, 45 anni, e Carlo Colangeli, 47 anni è la fine di un incubo iniziato quasi otto anni fa, nell’aprile del 2007. Era il periodo di Pasqua quando i due, secondo quanto sostenuto dalla pubblica accusa, avrebbero convinto la ragazza disabile, affetta da problemi psichici, a seguirli. Anche se in due episodi distinti: il primo in un locale di piazza Garibaldi e il secondo all’interno dell’abitazione di uno dei due imputati. A raccontare la violenza subita è stata la stessa ragazza che, prima davanti al procuratore e poi davanti al giudice ha ricostruito con dovizia di particolari le forzate vessazioni sessuali alle quali sarebbe stata sottoposta. Racconti che il giudice di primo grado ha ritenuto attendibili, tanto da infliggere la pesante condanna ai due imputati. Ieri, nel corso del dibattimento di secondo grado, il difensore dei due, l’avvocato Stefano Michelangelo, è riuscito a smontare il castello accusatorio facendo emergere numerose contraddizioni nel racconto della giovane disabile, evidenziandone, attraverso perizie mediche, lo stato confusionario. Tanto da convincere il giudice d’Appello ad assolvere sia Cianfaglione che Colangeli perché il fatto non sussiste. (c.l.)
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