Violenze sui minori nella casa famiglia La coordinatrice: «Siamo estranei»

20 Luglio 2017

Rompe il silenzio Alessandra Palermini, coordinatrice della casa famiglia “L’isola che non c’è” di Canistro, dopo gli arresti dei due operatori accusati di maltrattamenti ed estorsioni ai migranti...

Rompe il silenzio Alessandra Palermini, coordinatrice della casa famiglia “L’isola che non c’è” di Canistro, dopo gli arresti dei due operatori accusati di maltrattamenti ed estorsioni ai migranti minorenni. Ai domiciliari si trovano Francesco Palma e la madre Carmela Natalina Venditti.
«A proposito degli episodi accaduti, oggetto di indagine da parte della magistratura», afferma la coordinatrice Palermini, «ho premura di precisare che, come confermato dalle stesse fonti investigative, il vertice gestionale assolutamente non è coinvolto nell’inchiesta di cui è titolare il sostituto procuratore Guido Cocco. A riprova della estraneità degli operatori a quanto accaduto, nella mattinata di martedì è stato in visita nella struttura il console egiziano Elgammal Sherif accompagnato dai suoi collaboratori. Il console, dopo aver visitato la struttura, si è trattenuto a lungo in compagnia degli ospiti minori della comunità e ha voluto ribadire una rinnovata e proficua collaborazione con gli operatori e la direzione della casa famiglia, affermando che quanto avvenuto non deve oscurare il buon nome e l’ottimo lavoro che svolge da anni la coopertiva sociale L’Arca».