Violenze sulle donne in aumento: L’Aquila si mobilita e va in piazza

L’AQUILA. «È ora di dire basta. E di farlo insieme». L’Aquila scende in piazza contro la violenza sulle donne. «Non basta reprimere, serve prevenire» è uno dei principi su cui si fonda l’iniziativa...
L’AQUILA. «È ora di dire basta. E di farlo insieme». L’Aquila scende in piazza contro la violenza sulle donne. «Non basta reprimere, serve prevenire» è uno dei principi su cui si fonda l’iniziativa promossa dalle Democratiche dell’Aquila, un sit-in di sensibilizzazione che si svolgerà domani dalle 18 in piazza Palazzo e che si muoverà verso piazza Duomo. Sono settantanove i femminicidi avvenuti finora in Italia dall’inizio del 2023 e «purtroppo anche l’Abruzzo è sconvolto da episodi di violenza intollerabili», commentano il segretario regionale del Pd, Daniele Marinelli, e quello cittadino, Nello Avellani. «Saremo in piazza al fianco delle Democratiche. Siamo convinti che la repressione non basti. Serve la prevenzione, che si fa soltanto con un grande investimento culturale», proseguono all’unisono, richiamando inevitabilmente alle menti i fatti dello scorso 7 giugno di Costa Masciarelli (il tentativo di stupro e rapina all’ex rugbista 31enne da parte di un egiziano). #iononsonocarne è l’hashtag raccolto e diffuso dalle donne Dem del capoluogo come mezzo di contrasto a quella che definiscono «un’intollerabile barbarie sociale», la cui denuncia talvolta si riduce a considerazioni di disinteressata filantropia. Ma ciò che è male va cambiato, anzi va rimosso. E anche su questo sono d’accordo Marinelli e Avellani: «Occorre cambiare mentalità a partire dall’educazione scolastica, perché la cultura della violenza sta attecchendo anche tra i giovani», concludono. Normalizzare è il crimine più grande. Famiglia, scuola, istituzioni, società: tutte devono collaborare a insegnare che “no”, non va bene, non si deve fare e, soprattutto, non si può accettare. Dai dati forniti dal Centro antiviolenza dell’Aquila dell’associazione “Donatella Tellini” riguardo gli anni 2018-2023, emerge che nel 2020, anno dello scoppio della pandemia di Covid-19, il numero di donne che hanno cercato aiuto è quasi raddoppiato (60 rispetto alle 38 del 2019). Dopo un calo (46) nel 2021, il 2022 ha segnato il record di ingressi negli ultimi sei anni: 62, per la maggior parte residenti all’Aquila, con figli e appartenenti alla fascia anagrafica che va dai 31 ai 50 anni. Il 2023 è ancora in corso, ma il fatto che più di due terzi dell’anno siano passati e il numero di ingressi sia fermo a 28 lasciano intravedere di nuovo un andamento negativo. Una buona notizia che può nascondere il rovescio della medaglia: se fosse davvero normalizzazione?

