Virginia ottiene la docente di sostegno
Con una settimana di ritardo la scuola ha assegnato l’assistenza all’alunna autistica
L’AQUILA. Da oggi Virginia Verzulli avrà la sua docente di sostegno. In ritardo di oltre una settimana rispetto all’apertura della scuola, la ragazza autistica studentessa del Liceo musicale dell’Aquila che all’apertura della scuola non ha trovato la sua professoressa potrà finalmente entrare in aula e cominciare le attività didattiche. Come tutti gli altri compagni di scuola.
Una settimana di ritardo per un inghippo burocratico (o per «negligenza e mancata programmazione» di chi ha il compito di organizzare e gestire la scuola, secondo la denuncia del padre Dario), che è costato a Virginia uno stop forzato delle attività che la ragazza deve seguire. L’interruzione del piano didattico crea danni all’educazione dei giovani che hanno una disabilità mentale come quella di Virginia, per i quali è fondamentale avere una continuità dei punti di riferimento e delle attività, «altrimenti si azzerano gli sforzi fatti finora», spiega il papà della ragazza. Dopo giorni di proteste dei genitori della studentessa, che a ogni avvio di anno scolastico si trovano a vivere la stessa situazione, oggi intanto si riparte da un risvolto positivo: Virginia potrà sedere in aula affiancata dalla sua docente di sostegno. «Inizialmente la docente era stata assegnata soltanto per nove ore, ma ieri ci hanno comunicato che le ore saranno quindi 18». Ci sono ancora alcuni problemi da risolvere. La docente è stata assegnata per via temporanea soltanto fino al 20 ottobre, quando sarà nominata una nuova figura “di diritto”. «Virginia dovrà a quel punto ricominciare tutto il lavoro di conoscenza della docente e di pianificazione delle attività», sottolinea il padre. Non è, invece, consentito all’assistente di Virginia entrare in classe con lei. Per la sua disabilità la ragazza ha bisogno costantemente di essere affiancata dall’assistente che la segue da anni. Una norma forse attuata in modo restrittivo dalla scuola lo impedisce. «Stiamo cercando di superare anche questo scoglio con l’aiuto dell’assessore comunale alle Politiche sociali, Emanuela Di Giovambattista, e di quella regionale Marinella Sclocco», chiarisce. Un problema che riguarda anche altri studenti con disabilità mentale. (m.g.)
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