Virus uccide gli ortaggi, è allarme

A rischio soprattutto radicchio e insalate del Fucino. Ecco i consigli dell’esperto della Agritec
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Un pericoloso virus sta attaccando le coltivazioni di radicchio, indivie, lattughe, cappucine e pan di zucchero nel Fucino. Sono colpiti in particolare i terreni dove è stata praticata un’agricoltura intensiva e, complici le condizioni climatiche, dai primi di giugno il virus Tswv (Tomato spotted wilt virus) sta causando seri problemi agli agricoltori. «Si tratta» spiega Domenico Dimarcoberardini, capo sperimentazioni Centro di saggio della Agritec, società di San Benedetto dei Marsi gestita insieme al fratello Stefano «di un virus molto pericoloso poiché ha una estesissima serie di piante ospiti, spontanee, ortive e ornamentali, tra cui molte specie coltivate nel Fucino. Le piante infette presentano crescita stentata, deformazioni e altro. La percentuale di piante colpite può essere molto elevata e, sovente, può raggiungere il 100% con la completa distruzione dei campi coltivati. Un ruolo fondamentale nella diffusione e nella perpetuazione del virus da un anno all’altro è svolto dalle erbe spontanee. I consigli per gli agricoltori? Utilizzare varietà per le quali le società sementiere dichiarino almeno un livello di tolleranza. Poi, usare, nei trapianti, piantine certificate o prodotte in vivai, che abbiano rispettato tutte le norme precauzionali necessarie per evitare infezioni precoci. Provvedere prima del trapianto al diserbo di strabelle, zone adiacenti a canali di irrigazione e altro, al fine di limitare la diffusione di piante spontanee potenzialmente ospiti del virus. Rispettare opportune rotazioni al fine di evitare il ritorno a breve termine di specie orticole suscettibili su terreni che abbiano ospitato colture infette da virus. Usare oculatamente i concimi azotati per impedire la formazione di tessuti vegetali teneri e succulenti che, come è noto, attirano gli insetti. Evitare che si realizzino infestazioni di tripidi attraverso una oculata difesa nel rispetto delle indicazioni di etichetta dei prodotti provvedendo, tra l’altro, alla rotazione dei diversi principi attivi utilizzabili al fine di impedire che si realizzino fenomeni di resistenza. Ispezionare con frequenza i campi provvedendo all’estirpazione delle piante infette ai primi sintomi. Eliminare e distruggere tempestivamente» conclude Domenico Dimarcoberardini «i campi completamente compromessi, al fine di evitare che diventino pericoloso serbatoio di nuove infezioni».
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