Visita oculistica in ospedale Attesa di otto mesi

11 Luglio 2015

Il disservizio denunciato da un medico in pensione Il Tribunale del malato: siamo in continua emergenza

SULMONA. Prenota una visita al campo visivo lo scorso 4 giugno e l’esame gli viene fissato per il 4 febbraio. Otto mesi di attesa, dunque, per un esame oculistico, che ha spinto il medico in pensione Panfilo Cantelmi a denunciare il disservizio. «Non si può aspettare così tanto per una visita», spiega l’ex medico del laboratorio analisi, «in più io ho pagato regolarmente l’esame con 26 euro e 15 centesimi e poi mi è stato comunicato che per sospetta patologia sarei esente. Sto chiedendo da giorni come fare per riavere i soldi, ma non c’è verso. Ora, pare che il Cup possa risolvere la cosa. Ma il problema per me non sono i soldi, ma il fatto che bisogna attendere così tanto per una visita. In più io sono un ex dipendente di questa Asl e so come muovermi, ma le altre persone come fanno? I tempi di attesa non aiutano».

Le liste di attesa, dunque, restano uno dei principali problemi dell’ospedale sulmonese, anche se sul sito della Asl i tempi raramente vanno oltre i tre mesi. Un problema destinato a peggiorare in occasione dell’estate e delle annose carenze di organico per Edoardo Facchini, responsabile regionale del Tribunale per i diritti del malato.

«Le ferie sono sacrosante per il personale, ma ci si deve organizzare con un piano organico e con il personale nelle graduatorie della Asl», incalza Facchini, «non ci si può ritrovare ogni anno coi soliti problemi. Emergenze che, poi, vengono tamponate con l’accorpamento dei letti nei vari reparti, o con gli infermieri che di notte scarseggiano e per cui ci hanno avvertito di due denunce da parte di due pazienti. Ma siamo pronti a farle anche noi contro le cartelle cliniche consegnate in ritardo, il reparto di diabetologia rimasto il mese scorso senza medico e quello di oncologia al collasso per le statistiche da dover elaborare, oltre a doversi occupare dell’assistenza ai pazienti. Da non dimenticare, infine, l’ufficio di relazioni col pubblico non attivo e spesso svolto da noi e il secondo cancello di uscita dell’ospedale chiuso da mesi». A corollario di tutto ciò, Facchini aggiunge anche i lavori al palo sul nuovo ospedale e sulle nuove sale operatorie. «Qui nel cantiere non si muove foglia», spiega, «e chi è ai vertici della Asl deve assumersi le sue responsabilità e spiegarci il perché. Non è possibile fare finta di nulla. È il momento che i dirigenti dei vari servizi e reparti si assumano le loro responsabilità, così come deve farlo chi è a capo di questa Asl».

Federica Pantano

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