Visita Renzi, accuse dopo le denunce

21 Aprile 2016

Nuovo senso civico: «Preferita la strada della repressione e delle manganellate verso chi protestava pacificamente»

L’AQUILA. Le tredici denunce della polizia per le proteste in occasione della visita del premier Matteo Renzi suscitano la reazione dell’associazione Nuovo senso civico che le ritiene «inaccettabili e del tutto prive di fondamento per i pacifici partecipanti alla manifestazione». «Dopo la manifestazione di Lanciano del 23 maggio 2015 alla quale hanno partecipato 60 mila persone provenienti da tutta italia, compresi anche diversi centri sociali», dicono in un comunicato, «le forze dell’ordine e in particolare la questura di Chieti e il commissario capo di Lanciano si sono complimentati con nuovo senso civico e con tutti gli organizzatori per la perfetta gestione dell’evento che date le sue enormi dimensioni in un contesto così piccolo avrebbe potuto creare degli inconvenienti e invece ci siamo potuti vantare con orgoglio che non ci sia stato nemmeno un segno di pennarello sui muri».

«Alle nostre manifestazioni», prosegue il comitato, «hanno sempre partecipato famiglie con bambini e anziani e persone delle più svariate estrazioni sociali e dai differenti orientamenti politici e culturali unite dall’unico scopo di raggiungere in maniera del tutto pacifica l’obiettivo della difesa dei propri luoghi e del benessere dell’intera collettività. La giornata di protesta dell’Aquila, preannunciata e autorizzata dalle autorità, è stato l’unico episodio in tanti anni in cui si sono verificati dei fatti incresciosi (come alcune cariche a freddo tra gli inermi giornalisti) che potevano essere evitati se non ci fosse stata una gestione dell’ordine pubblico approssimativa, caotica, inadeguata e non collaborativa con i manifestanti che erano andati lì per rendere evidente ancora una volta il proprio dissenso in maniera del tutto pacifica. Tutti i filmati della giornata dimostrano come non vi sia stato alcuno sfondamento o atto violento nei confronti delle forze dell’ordine e che l’unico infortunio accaduto, il ferimento della poliziotta, sia stato causato da uno scontro involontario con un collega. Alla sfortunata agente il movimento ha manifestato il suo rincrescimento nonostante non abbia avuto alcuna responsabilità in merito. Tutto questo non sarebbe accaduto facendo altre scelte». «Invece», conclude la nota, «si è preferita la strada della repressione violenta con cariche e manganellate del tutto inutili e fuori luogo che hanno semplicemente contribuito ad aumentare la tensione; invece l’atteggiamento responsabile dei presenti ha impedito che degenerasse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA