Visite specialistiche in ospedale attese sempre più lunghe

4 Luglio 2014

Appuntamenti tra 18 mesi alla Dermatologia oncologica per una mammografia è necessario aspettare dieci mesi

L’AQUILA. Un anno e mezzo per una visita dermatologica oncologica ai nei, dagli otto ai dieci mesi per una mammografia. L’attesa scende a due mesi se il paziente prenota una Tac. Tempi biblici all’ospedale San Salvatore, oberato di richieste di visite specialistiche ed esami diagnostici, ma con poco personale a disposizione. Quella delle liste di attesa, sempre più lunghe, non è una novità. Ma negli ultimi mesi la situazione è precipitata, soprattutto per esami specifici, come la mappatura dei nei. E se le urgenze, come sottolinea lo stesso direttore dell’Asl Giancarlo Silveri, hanno priorità assoluta, per i controlli di routine l’attesa è estenuante. Un paziente di Tempera, E.A., ieri ha richiesto al Cup la prenotazione per una visita dermatologica, si è visto fissare l’appuntamento a gennaio 2016. Alla base dei ritardi, che dirottano giocoforza buona parte degli utenti verso i centri medici privati, dove gli esami si effettuano al massimo nell’arco di 48 ore, ma con tariffe ben più elevate dell’Asl, ci sarebbe la carenza di personale in forza ai vari reparti. «Nel caso specifico», fa sapere Silveri, «è andata via una dermatologa universitaria, che ha preso servizio a Roma. Per tamponare l’emergenza abbiamo aumentato le ore ai medici in servizio e lunedì prossimo chiuderemo le procedure per una nuova assunzione. Sempre la settimana prossima è in programma l’unificazione logistica, in spazi adiacenti, dei reparti di Dermatologia e Allergologia, così da consentire una migliore distribuzione del personale medico». Sta di fatto che i pazienti che non usufruiscono del codice che dà diritto alla priorità, devono attendere mesi. Stesso discorso, e una tempistica simile, anche per le mammografie e altri esami diagnostici. In questo caso l’Asl ha messo in campo dei progetti-obiettivo per i medici che, a rotazione, forniscono un supporto al reparto di diagnostica per immagini. Ma la misura adottata resta insufficiente per far fronte alle richieste. «I pazienti che non vogliono attendere», conclude Silveri, «grazie all'unificazione del Cup, possono rivolgersi ad altri presìdi sanitari della nostra Asl, dove è possibile effettuare le visite più rapidamente. Il San Salvatore resta uno degli ospedali più appetibili, dove l’affluenza è maggiore».

Monica Pelliccione

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