Vittime del sisma, un maxi danno: pagano governo e De Bernardinis

2 Marzo 2023

A sentenza le cause per la morte di un 30enne a Onna e di una 60enne nel crollo di via Campo di Fossa  Il giudice De Sensi riconosce l’invalidità permanente a quanti hanno subìto la perdita dei propri cari

L’AQUILA. Altro che concorso di colpa alle vittime: ora il giudice civile dell’Aquila riconosce ai familiari di chi è morto nel terremoto del 2009 anche l’invalidità permanente dovuta alla depressione per aver perso un caro. E la fa pagare al governo e all’ex vicecapo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis, costretti ora a veri e propri maxi risarcimenti per aver rassicurato la popolazione prima della devastante scossa delle 3.32.
Complessivamente è di oltre 1,5 milioni di euro la somma dei risarcimenti inflitti in favore dei familiari di due vittime del sisma dal giudice Baldovino De Sensi nelle due nuove sentenze civili di primo grado. Si tratta di un 30enne morto in uno dei crolli di Onna e di una 60enne che invece la notte tra il 5 e il 6 aprile perse la vita nella palazzina venuta giù di via Campo di Fossa 6B. Proprio quella in cui sono deceduti anche i tre ragazzi a cui la sentenza choc di ottobre della giudice Monica Croci ha assegnato il 30% di colpa per la loro stessa morte.
A difendere i familiari nelle ultime due cause civili andate a sentenza sono stati i legali Claudio Verini e Giuseppe Fisauli (il primo in entrambe le cause, il secondo in una delle due) che, tra le cose, hanno richiesto e ottenuto che i risarcimenti fossero calcolati in base alla nuova “tabella di Roma”, che può portare – come in questi casi – a cifre più alte, applicando un recente pronunciamento della Cassazione.
LA SOFFERENZA DEI FAMILIARI
Nello svolgimento di entrambe le cause, i consulenti tecnici hanno accertato che i familiari hanno sviluppato un «disturbo persistente dell’adattamento con ansia ed umore depresso misti». Aggiunge il giudice: «In relazione a tale patologia, è stata accertata sia una inabilità temporanea, sia una invalidità di natura permanente». Il danno biologico permanente dei familiari delle vittime è stato quindi fissato nell’8% di invalidità per padre e sorella del 30enne, nel 10% per la madre; mentre nel 6% per uno dei due figli della 60enne.
LE RASSICURAZIONI
Come in occasione di altre sentenze simili, il giudice De Sensi torna a citare la condanna penale – nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi – inflitta a De Bernardinis per aver rassicurato la popolazione con la frase detta in una intervista televisiva: «...non c’è pericolo, l’ho detto al sindaco di Sulmona, la comunità scientifica mi continua a confermare che anzi è una situazione favorevole, perciò, uno scarico di energia continui...».
Nella causa civile, il giudice ha accertato che il 30enne morto a Onna si sentiva rassicurato da quelle parole, senza le quali il giovane «non si sarebbe trovato in casa al momento della scossa letale e dunque non avrebbe perso la vita». I testimoni hanno infatti raccontato come «avesse grande timore dello sciame sismico in corso, tanto è vero che, oltre ad adottare tutte le misure di cautela raccomandabili dal buon senso in caso di sisma, in più occasioni aveva passato la notte in macchina e, dopo le scosse del 31.03.2009, aveva manifestato l’intenzione di recarsi per qualche giorno presso la città di Perugia. Gli stessi testi hanno poi riferito che, dopo la riunione della commissione Grandi rischi, il suo atteggiamento era cambiato e risultava improntato ad una moderata tranquillità».
Stessa cosa vale per la 60enne morta nel crollo di via Campo di Fossa. «Emerge chiaramente che sia lei che il figlio convivente (che si è salvato ma è rimasto ferito, ndr) avevano mutato le proprie abitudini – prima fra tutte quella di abbandonare la casa – proprio per effetto delle dichiarazioni correlate alla riunione della Grandi rischi” e in particolare di quelle rilasciate da De Bernardinis».
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