Vittime del Velino, sfila il dolore In migliaia per l’addio ai 4 amici

Camera ardente in cattedrale. Sindaco in lacrime: «Uno dei momenti più toccanti della storia recente» Gli ex compagni di classe ricordano i fidanzati Valeria e Gianmarco. Fiori e foto per Gian Mauro e Tonino
AVEZZANO. «Chi ha la luce nel cuore non potrà spegnersi mai». In una cattedrale dove sfila composto il dolore di Avezzano, c’è un amico di Gian Mauro Frabotta che lo ricorda con queste parole e con un sorriso mischiato a lacrime.
Si dice che i luoghi della sofferenza si somiglino un po’ tutti nel mondo. Non qui, non oggi. Di fronte a queste quattro bare allineate davanti all’altare non c’è soltanto lo strazio di madri, padri, famiglie e compagni, ma c’è il peso inconsolabile di tutta una comunità, perché per dirla con le parole del sindaco Gianni Di Pangrazio «oggi Avezzano è un epicentro di dolore».
Una città che piange quattro suoi figli strappati alla vita dalla valanga sul Monte Velino e restituiti alla preghiera quasi un mese più tardi.
A migliaia, per ore, hanno sfilato nella camera ardente allestita nella chiesa madre in piazza Risorgimento. Allineati all’esterno, per centinaia di metri lungo via Marconi e anche oltre, c’erano genitori, giovani, nonni, commercianti, insegnanti, uomini e donne con le giubbe rosse del Cai, volontari del soccorso, rappresentanti di associazioni culturali.
C’era chi con i quattro ha percorso un tratto sulla strada della vita. Ma anche tantissimi che fino allo scorso 24 gennaio, la domenica della scomparsa, non sapevano nulla di Valeria Mella, la tuttofare neo laureata dai profondi occhi, del suo fidanzato Gianmarco Degni, ragazzo d’altri tempi che ognuno vorrebbe come figlio, di Gian Mauro Frabotta, il brillante ingegnere dal sorriso magnetico, e di Tonino Durante, il commerciante col chiodo fisso per la montagna e l’immancabile bandana sulla testa.
Quattro figli uniti dal destino che dal 24 gennaio e per 27 giorni consecutivi hanno tenuto l’Abruzzo in una angosciante attesa sospesa, culminata nell’epilogo più triste.
«Avezzano ha vissuto questa tragedia, dall’inizio, con profonda vicinanza al destino dei nostri concittadini», il commento di un commosso Gianni Di Pangrazio, «tutti hanno testimoniato con compostezza e rispetto il sentimento di affetto per Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino. È uno dei momenti più toccanti nella storia recente della nostra città».
Parole che trovano conferma con ciò che avviene all’interno della cattedrale, dove il gonfalone del Comune ha un nastro nero in segno di lutto e gli agenti della polizia locale in alta uniforme sono schierati dietro alle quattro bare. Su ognuna ci sono foto. Valeria e Gianmarco che brindano felici a una festa di matrimonio, Tonino in cima a una delle sue montagne, Gian Mauro col suo eterno sorriso. C’è chi porta fiori, chi accompagna la visita con un ricordo.
Ci sono i bambini della scuola di Capistrello che avvicinano la maestra Maddalena, mamma di Gian Mauro, e la implorano di tornare presto con loro. Ci sono gli ex compagni della 5ª C del Liceo Scientifico che consegnano due targhe ai genitori dei fidanzati Gianmarco e Valeria. Gli stessi amici che hanno visto sbocciare quell’amore tra i banchi della scuola. «Valeria, sei e sarai sempre un raggio di luce. Continua a splendere!» la frase su una targa. E sull’altra: «Gianmarco, il tuo sorriso contagioso e la tua spontaneità saranno sempre parte di noi». Firmato il «tuo V C», con i nomi di Eleonora Panetta, Edvige Iaboni, Valentina Coccia, Valentina Panella, Eleonora Di Francesco, Sophie Fontana, Cristina Montaldi, Eleonora Cofini, Simona Flammini, Michela Conte e, ancora, Mattia Di Domenico, Gabriele Rubeo, Simone Grossi, Cesare Cipollone, Simone Gemini, Giuseppe Stornelli, Roberto Margani, Marcello Rufini, Filiberto Franchi, Davide Valente e Rachele Cicchinelli. Sono entrati tutti assieme gli ex compagni di classe, legati da quell’indissolubile filo che nasce ai tempi della scuola. Uno dei momenti più coinvolgenti del primo di due giorni di lutto cittadino – l’altro è oggi – si dissolve nel pianto.
La camera ardente in cattedrale rimane aperta dalle 7 alle 13. Alle 15 il funerale celebrato dal vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro. L’accesso sarà riservato a un ristrettissimo numero di partecipanti, con percorsi prestabiliti per evitare assembramenti (così anche ieri). Sono circa duecento i posti disponibili in base alle restrizioni Covid.
Per consentire a chiunque di seguire le celebrazioni, la cerimonia sarà trasmessa in diretta streaming dalla pagina Facebook del Comune di Avezzano. Il sindaco ha sospeso tutte le iniziative di natura ludica ricreativa e rinviato le attività istituzionali in programma questa settimana.
Saracinesche dei negozi abbassate dalle 15 alle 17 di oggi, inoltre, in concomitanza con la celebrazione delle esequie. Nelle scuole medie ed elementari e in tutti i luoghi di lavoro verrà osservato un minuto di silenzio.
«Sono rimasto davvero colpito dalla profonda dignità di questa città», afferma don Claide Berardi, parroco della cattedrale, «mi sento orgoglioso della compostezza e della solidarietà mostrate dai marsicani nella loro grande partecipazione al dolore di queste famiglie. È difficile trovare le parole, ma il Signore ha i suoi piani. E noi dobbiamo restare accanto ai parenti di questi ragazzi proprio come farebbe il Signore».
L’omaggio composto va avanti fino a dopo le 22, le porte della cattedrale si chiudono, piazza Risorgimento si fa silenziosa. E con la notte il Velino imbiancato sullo sfondo appare ancora più maestoso, anche in giorni struggenti come questi.
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