Vittorini: diciamo con forza il nostro no all’oblio e all’insabbiamento dei fatti

30 Marzo 2016

Una rosa, un fiore come simbolo di pace, ma con le spine. Sarà la rosa a caratterizzare la manifestazione di oggi “Per una giustizia italiana che non dimentichi la strage dell’Aquila del 6 aprile...

Una rosa, un fiore come simbolo di pace, ma con le spine. Sarà la rosa a caratterizzare la manifestazione di oggi “Per una giustizia italiana che non dimentichi la strage dell’Aquila del 6 aprile 2009”. Le spine sono quelle di una «verità che tarda a venire fuori», secondo Vincenzo Vittorini, capogruppo di “Appello per L’Aquila che vogliamo” nel consiglio comunale, che nel sisma perse la moglie Claudia e una figlia di nove anni. «Vogliamo dire no all’oblio e all’insabbiamento della verità, una verità scritta nelle carte che da anni depositiamo al tribunale e che speriamo che prima o poi venga fuori. La stampa nazionale parla ancora di processo alla scienza. Una bugia. I morti del terremoto dell’Aquila sono morti anche per mano umana. Il processo alla commissione Grandi Rischi e quello a Guido Bertolaso (nella foto) sono processi allo Stato italiano. È importante che venga fatta piena luce e che lo Stato non continui ad assolvere se stesso». (m.c.)