Vittorini: speso oltre un miliardo e mezzo

12 Marzo 2019

La soprintendente: per il decennale interventi ai monumenti del centro storico in fase avanzata

L’AQUILA. A dieci anni dal sisma è stato speso per i beni d’interesse culturale della città circa un miliardo e mezzo di euro. A rivelarlo i dati diffusi ieri in conferenza stampa dalla soprintendente per L’Aquila e il cratere, Alessandra Vittorini.
«La città si presenta al decimo anniversario dal sisma con il suo centro storico a un avanzato stato di ricostruzione», ha sottolineato la Vittorini. «Sono oltre 25 i monumenti restaurati in città e nel territorio, 320 gli aggregati approvati (di cui 55 nel cratere), in gran parte ultimati, per un totale di quasi un miliardo e 300 milioni di euro di contributi, che assommati agli oltre 200 milioni gestiti dal Segretariato superano il miliardo e mezzo di euro».
Numeri importanti, nonostante il percorso sia ancora lungo. Il Segretariato regionale per i Beni culturali ha ultimato, infatti, la metà degli interventi finanziati: 113 su un totale di 248 programmati, per un importo di circa 226 milioni. Ben 116 quelli ancora non avviati e 19 quelli in corso.
I PROBLEMI. La questione principale resta quella della carenza di personale, per il Segretariato, come per la Soprintendenza. «Delle oltre 600 nuove assunzioni fatte dopo il sisma, siamo gli unici a non avere potuto contare nemmeno su una sola unità di personale aggiuntiva», ha spiegato la Vittorini. «Con la fine della struttura a supporto del vice commissario, nel marzo 2012, ci siamo trovati a dover gestire con risorse ordinarie una situazione che di ordinario non aveva proprio niente. Anche la Soprintendenza unica da me diretta, istituita nel 2015, non ha potuto contare su risorse umane e tecniche ad hoc». Ad oggi, gli uffici del Segretariato hanno personale pari a poco più del 30% di quello necessario nella pianta organica.
MONUMENTI. Nonostante questo molto è stato fatto dal 2009 ad oggi: a partire dalla Fontana delle 99 Cannelle alla cupola di Santa Maria del Suffragio; da San Pietro Apostolo a Onna alla rinascita del campanile di San Pietro; dal restauro della basilica di Collemaggio a quello di San Bernardino, con la magnificenza del soffitto ligneo; dall’innovativa rifunzionalizzazione del Teatro Comunale e del Teatro San Filippo alla “nuova casa” delle opere del Museo nazionale, nell’ex mattatoio diventato il Munda; dal Palazzetto dei Nobili all’Oratorio di San Giuseppe de’ Minimi, da Santa Maria di Farfa al Mammut e alla Fontana Luminosa, per arrivare a Santa Maria ad Cryptas, a Fossa.
PATRIMONIO ARTISTICO. Sono inoltre 120 i progetti di restauro di apparati decorativi autorizzati dal 2012,160 i restauri approvati per i beni mobili e 30 gli interventi di restauro di apparati decorativi nella ricostruzione pubblica, per un totale di 747.000 euro. Tra gli altri interventi è stato avviato il programma di restauro delle opere della basilica di Collemaggio e in totale sono 60 i restauri degli apparati decorativi degli enti ecclesiastici conclusi.
ARCHEOLOGIA. «Particolare all’archeologia», ha concluso la Vittorini. La ricostruzione, infatti, comprende sempre lavorazioni che prevedono scavi nel sottosuolo di cui il 30% sondaggi archeologici e 56% assistenza archeologica. (m.c.)
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