Vivevano all’estero con l’assegno Inps

6 Dicembre 2017

Trentuno le persone denunciate per truffa dalla Finanza. E c’era anche chi incassava la pensione di un familiare deceduto

SULMONA. Vivevano all’estero a spese dello Stato italiano con l’assegno sociale che l’Inps eroga a cittadini in condizioni economiche disagiate. Circa 450 euro al mese per tredici mensilità che non avrebbero potuto incassare in quanto residenti fuori dall’Italia. Tra questi anche una persona defunta il cui assegno veniva mensilmente incassato dagli eredi, i quali, dopo la morte del congiunto, si erano guardati bene dal comunicare l’avvenuto decesso per poter così continuare a intascare i soldi. A smascherare il piccolo esercito di truffatori è stata la Guardia di finanza che, grazie anche alla proficua collaborazione fornita dall’Inps, è riuscita a scoprire 31 persone che percepivano trattamenti assistenziali non spettanti per oltre un milione di euro.
Tutti i responsabili sono stati denunciati per truffa ai danni dello Stato, reato del quale dovranno rispondere davanti al tribunale di Sulmona competente per territorio. Tutti i denunciati risiedono infatti nei comuni della Valle Peligna. Inoltre, grazie alle indagini portate avanti dalle Fiamme gialle di Sulmona, guidate dal comandante Luigi Falce, l’Inps sta provvedendo al recupero delle somme già elargite, mentre l’autorità giudiziaria ha sottoposto a sequestro l’intero ammontare della truffa accertata nei confronti dei singoli responsabili, risultati perlopiù essere domiciliati in paesi del Sudamerica (quasi tutti in Venezuela) e dell’Europa dell’Est (Albania e Romania).
Tra i casi più eclatanti quello di un pensionato, che risultava residente in un comune della Valle Peligna che, oltre all’assegno sociale, percepiva anche l’indennità di accompagnamento. Negli anni aveva percepito oltre 80mila euro, soldi con cui viveva da benestante in Venezuela. Tra i truffatori anche una coppia di coniugi che, sebbene regolarmente iscritta all’anagrafe di un comune peligno, si era trasferita subito dopo il matrimonio in uno stato sudamericano continuando tuttavia a percepire l’assegno sociale per complessivi 100mila euro.
C’è poi il caso di un’anziana vedova, di origine italiana, ma residente in Sudamerica, che sin dagli anni ’90 percepisce il sussidio dell’Inps che viene regolarmente incassato dalla nipote residente in Italia. La donna ogni mese si recava allo sportello dell’ufficio postale di un paese vicino a Sulmona per riscuotere i soldi della pensione che poi “spediva” alla zia, trattenendo però una piccola percentuale per il servizio svolto.
Il caso più eclatante è sicuramente quello di un uomo deceduto in Sudamerica, dove si era trasferito, sul cui conto corrente continuavano, anche dopo la sua morte, a essere versati i soldi della pensione sociale che mensilmente venivano incassati dai parenti oltreoceano.
Un’inchiesta articolata e difficile, quella portata avanti dalla Guardia di finanza di Sulmona, avviata nel giugno del 2015 e conclusa pochi giorni fa. Indagini che hanno consentito agli uomini del comandante Luigi Falce di neutralizzare un grave fenomeno che andava a intaccare le anemiche casse dell’Istituto di previdenza sociale alle prese, da tempo, nel tentativo di far quadrare i conti sempre più in rosso.
Da ricordare che gli assegni sociali vengono corrisposti dall’Inps solo a determinate condizioni: ai cittadini italiani e a quelli comunitari (iscritti all’anagrafe del comune di residenza); agli extracomunitari, ai rifugiati politici e apolidi (titolari di permesso di soggiorno) che siano effettivamente e abitualmente residenti in Italia e che vi abbiano soggiornato legalmente e in via continuativa per almeno dieci anni. E ancora, ai cittadini che hanno compiuto i 65 anni di età e che si trovano in condizioni economiche disagiate. L’attività di servizio svolta dalle Fiamme gialle nel contrasto alle frodi alla spesa previdenziale è ancora in corso ed è finalizzata a garantire che le risorse pubbliche siano effettivamente destinate al sostegno delle fasce più deboli della collettività.
©RIPRODUZIONE RISERVATA