«Vivo in auto dal 2011 ma le istituzioni non si commuovono»

19 Settembre 2015

La storia del disoccupato Monti da quattro anni senza casa: «In Comune mi hanno promesso un alloggio e un sussidio»

AVEZZANO. La vecchia utilitaria nera è lì dal 2011, nel parcheggio davanti alle Poste di via Cavalieri di Vittorio Veneto. Da quando un pomeriggio di 4 anni fa Giovanni Monti, un 46enne marsicano, rimasto senza casa e senza lavoro, decise di addormentarsi dentro la sua macchina perché non aveva dove altro andare. Oggi quell’auto, con lo gomme a terra, è diventato il simbolo dell’abbandono delle istituzioni. Per l’uomo si è mobilitata “solo” tanta gente “normale”.

La storia di Monti era stata raccontata dal Centro già mesi fa. Il sindaco Gianni Di Pangrazio aveva promesso un aiuto. Per qualche tempo, nel periodo più freddo, il disoccupato era stato ospitato nella casa di riposo San Giuseppe in via Toscana.

Poi il ritorno in strada, a dormire sul materasso stipato nell’auto. Nonostante appelli, numeri in sovrimpressione da chiamare durante vari servizi televisivi, indirizzi mail a cui rivolgersi per offrire un posto di lavoro, Giovanni Monti non ha ricevuto neanche una telefonata. «Ringrazio i marsicani che mi stanno aiutando», spiega Monti, «se non fosse stato per la mia gente non avrei superato l’inverno. Ci sono tante persone che mi aiutano, che fanno quello che possono, qualcuno che mi ospita, qualcuno che mi dà dei soldi, ma poi anche loro devono tornare alla loro vita. E io torno nella mia macchina».

Neanche un posto di lavoro è riuscito a trovare il 46enne che da tempo vive ad Avezzano.

«Nei lavori di giardinaggio chiedo 20 euro, neanche le spese per l’utilizzo del tagliaerba», racconta, «ma con la crisi sembra che nessuno ne abbia più bisogno. Il Comune ha preso l’impegno a trovarmi un alloggio da metà settembre e un sussidio di 250 euro per un anno, oppure la possibilità di lavorare al cimitero. Ma per ora non ho ancora conferme. Per me le istituzioni non si commuovono. Con il vescovo non ho mai avuto alcun contatto. Ho parlato solo con il parroco della Madonna del Passo, don Vincenzo, che mi ha detto di un aiuto mensile della Caritas. Per ora mi sento di ringraziare Corrado Di Loreto, le suore del Sacro Cuore che mi danno un pasto e Nello Minghini che si è impegnato per trovare una soluzione alla mia situazione. Sono invece rimasto deluso dalla trasmissione di Barbara D’Urso perché mi hanno fatto parlare due minuti e per il collegamento ho dovuto attendere sotto il sole circa sei ore».

Pietro Guida

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