Voleva perdere peso ma finì in coma: dieci indagati

L’AQUILA. Nel 2015 si era sottoposta a un intervento di chirurgia bariatrica per perdere peso, ma anziché ristabilirsi, le sue condizioni di salute erano peggiorate di giorno in giorno. A distanza di...
L’AQUILA. Nel 2015 si era sottoposta a un intervento di chirurgia bariatrica per perdere peso, ma anziché ristabilirsi, le sue condizioni di salute erano peggiorate di giorno in giorno. A distanza di due settimane, la situazione era peggiorata a vista d’occhio, tanto da richiedere un secondo ricovero. Trasportata all’ospedale Pertini di Roma, in preda a febbre e dolori, i medici capitolini le avevano diagnosticato una foratura gastrica e peritonite, tanto da richiedere un drenaggio addominale e un secondo intervento, al termine del quale i sanitari avevano deciso di mantenerla in coma farmacologico. Ora 10 persone, tra medici e paramedici dell’ospedale San Salvatore, che componevano l’équipe che ha eseguito il primo intervento di resezione gastrica, sono indagate per lesioni colpose. Ieri, nel corso di un incidente probatorio, il gup Giuseppe Romano Gargarella ha conferito al dottor Ciro Montenitro, dell’ospedale di Lanciano, l’incarico di stabilire se i sanitari aquilani hanno eseguito il primo intervento secondo i canoni delle buone prassi mediche, oppure se siano ravvisabili gli estremi di condotte penalmente rilevanti. Il perito ha tempo fino al 9 gennaio del 2017 per rispondere ai quesiti posti dal gup. Il 17 gennaio è stata fissata la data per discutere le risultanze dell’incidente probatorio. A rappresentare i medici indagati sono gli avvocati Ascenzo Lucantonio, Maria Teresa Di Rocco, Guido Perfetti, Ugo Marinucci e Massimo Carosi. La paziente, una donna romana di 52 anni, appena le sue condizioni di salute lo avevano consentito, aveva sporto denuncia, sostenendo di aver riportato anche danni estetici permanenti. (a.b.)
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