«Volevo aiutarla, si è spenta lentamente»

L’indagato si dichiara estraneo alla vicenda. L’avvocato Amiconi: «Sfiorato l’errore giudiziario»
CARSOLI. «Si è sfiorato l’errore giudiziario». Questo il commento dell’avvocato Emilio Amiconi, difensore del romeno Dan George Gabinat.
«Il mio assistito si è dichiarato estraneo alla vicenda fin dall’inizio», ha sottolineato Amiconi, «l’avevo sentito subito dopo la sua carcerazione. Un provvedimento che a mio avviso presentava un quadro indiziario che andava valutato con prudenza. George mi ha raccontato che la donna viveva in una situazione di precarietà fisica, legata a uno stato di depressione. Lui ha cercato di darle una mano in tutti i modi, in una vicenda dai contorni esistenziali estremamente fragili. Perché avrebbe ucciso la sua compagna e chiamare i carabinieri per chiedere aiuto? Mi ha raccontato che quando è entrato in casa l’ha trovata sul letto, ha provato a chiamarla e non ricevendo risposte le ha tastato il polso. A quel punto ha fatto scattare l’allarme. Tutto in buona fede. L’aveva aiutata in passato, dopo la perdita del lavoro. Si era prodigato per aiutare la donna, ma lui stesso ha ribadito che si stava lentamente spegnendo. Così anche l’immediata perizia ha svalutato il quadro indiziario e il dottor Maurizio Cerrato, in base alla sua esperienza professionale, ha disposto l’immediata scarcerazione. Gabinat si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato». (r.rs.)
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