Volontari esclusi dai test, scontro politico
Si schierano con la Protezione civile Paolo Romano e Stefano Palumbo, rispettivamente capogruppo di Italia Viva e del Pd in consiglio sulla vicenda che ha visto la Protezione civile prima inclusa...
Si schierano con la Protezione civile Paolo Romano e Stefano Palumbo, rispettivamente capogruppo di Italia Viva e del Pd in consiglio sulla vicenda che ha visto la Protezione civile prima inclusa «senza preventiva formazione» e poi esclusa dalle attività di screening. «A marzo», ricordano i consiglieri, «le associazioni di Protezione civile convenzionate con il Comune furono tenute lontane dalle operazioni di supporto: l’amministrazione preferì impiegare l’Esercito per la consegna dei pacchi alimentari porta a porta, giustificando la scelta con la mancanza di una formazione specifica delle associazioni per un servizio potenzialmente infettante». In questa seconda ondata, «che vede L’Aquila nel caos contagi», e solo due giorni prima dell’avvio della campagna di screening alla popolazione, «l’amministrazione comunale», dicono Romano e Palumbo, «con una comunicazione via chat e senza aver fornito neanche una giornata formativa, ha chiesto a quelle stesse associazioni di rendersi disponibili per la processazione dei tamponi rapidi, liquidando il compito come estremamente facile e senza alcun rischio sia per la salute di chi lo effettua che per il corretto svolgimento e dunque del risultato del test». Una richiesta che ha portato le associazioni a ritirare in massa la disponibilità e che le ha viste automaticamente escluse, «senza spiegazioni, dalle altre preziose operazioni di volontariato come le attività logistiche di supporto al Coc, di distanziamento nelle file per lo screening», aggiungono. «Non sappiamo se le operazioni di refertazione siano state affidate ora a persone formate per un compito così delicato, né chi si occupi dell’inserimento dei dati sulla piattaforma Asl; quello che non capiamo è perché il sindaco non abbia interloquito per tempo con la Regione e con la Asl per un supporto logistico su uno screening che partiva con l’obiettivo di testare fino a 50mila persone all’Aquila».

