Votare Casini o Di Masci? Le ragioni di una scelta

15 Giugno 2016

C’è chi punta sulla competenza, chi preferisce la capacità amministrativa Per entrambi l’obiettivo prioritario è quello di combattere la crisi del territorio

SULMONA. Annamaria Casini o Bruno Di Masci? È la scelta che i sulmonesi si apprestano a fare per eleggere il nuovo sindaco di Sulmona. Domenica torneranno di nuovo alle urne e tra loro molti professionisti, imprenditori, uomini di cultura ai quali abbiamo chiesto di farci sapere in anteprima per chi voteranno e i motivi della scelta.

Angelo Giannadrea, medico cardiologo, primario in pensione dell’unità Utic e cardiologia dell’ospedale di Sulmona dice che voterà per la Casini. «Voto per la Casini perché non posso dare la fiducia a una persona che facendo cadere l’amministrazione Ranalli, è diventato inaffidabile sotto l’aspetto della continuità amministrativa. Oltretutto ritengo che la Casini sia una persona affidabile, preparata, il tipo di sindaco capace di dare le giuste risposte alla città, anche in relazione all’esperienza professionale acquisita. E anche perché può rapportarsi con l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, espressione di questo territorio, che è stato il primo a puntare su di lei.

Franca Abbriano, insegnante nel Liceo scientifico Fermi di Sulmona si schiera dalla parte di Di Masci. «In un politico, e ancor più nel sindaco della mia città, voglio qualità come onestà, preparazione, capacità amministrativa, intelligenza politica e vero amore per la città e passione politica sempre fervida, testimoniata da una positiva carriera in politica sempre prodiga di risultati a beneficio della collettività. Sono tutte qualità che da sempre riconosco e ammiro in Bruno Di Masci, che si è distinto non solo come politico di livello ma anche come integerrimo dirigente scolastico, competente e sempre pronto ad adempiere ai suoi doveri. Anche Mauro Tirimacco, imprenditore in procinto di avviare una fabbrica alimentare è dalla stessa parte: «In Bruno Di Masci apprezzo soprattutto la sua capacità di intuire e comprendere in pieno le necessità della città. Da imprenditore dico che è stato sempre attento alle necessità del mondo produttivo e con la sua iniziativa è sempre stato all’altezza della situazione, con iniziative che possano sostenere l’impresa e la creazione di nuova occupazione». Raffaele Giannantonio, professore associato all’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara: «Io voterò Annamaria Casini innanzitutto perché è una persona seria, che ha dimostrato di essere capace di conciliare gli impegni familiari e quelli professionali con quell’armonia e serenità che solo una donna – ma una donna come lei – sa fare. In questi mesi l’ho vista crescere giorno per giorno, acquisendo rapidamente sicurezza e capacità di gestione. Annamaria è infatti una professionista preparata e perfettamente aggiornata in materia di pubblica amministrazione che ha lavorato per numerosi enti sempre dimostrandosi all’altezza dei compiti assegnati».

Emiliano Splendore, da sempre uomo di destra dice che sceglierà l’esperienza. «Abbiamo due candidati degni di ricoprire il ruolo di primo cittadino. Ma in questo momento la città versa in grave crisi economica, sociale e culturale per questo penso che votare per l’esperienza sia la cosa più saggia».

Massimo Di Paolo, dirigente scolastico del Polo scientifico di Sulmona e Pratola Peligna, sceglierà solo dopo attenta riflessione. «Mi piacerebbe avere una riflessione con ognuno di loro sulla struttura della squadra di governo della città e ancora più interessante sarebbe il metodo di lavoro che si vorrà impostare. Certo sarebbe auspicabile che i criteri di formazione della squadra di governo saltassero i tradizionali criteri di scelta degli assessori orientandosi invece, su figure in grado di affrontare la condizione di emergenza che sta caratterizzando la città».

Claudio Lattanzio

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