«Zak e Soufiane, due cuori grandi» La 12enne di Luco deve loro la vita

I giovani figli di immigrati sono stati i primi a soccorrere la ragazzina precipitata dal terrazzo di casa «Non siamo eroi», commentano tra le lacrime. Alla premiazione i genitori e l’insegnante della piccola
LUCO DEI MARSI. Commozione nei volti dei due giovani che la notte tra il 28 il 29 marzo hanno soccorso la 12enne di Luco dei Marsi precipitata dal terrazzo di casa. Si tratta di Zakaria Himan e Soufiane Hamza, entrambi 28enni. Hanno ricevuto tra le mani l’attestato di encomio da parte del sindaco Marivera De Rosa. Stavano rincasando quando hanno notato l’adolescente a terra. Senza esitare hanno allertato i soccorsi e atteso l’arrivo dell’ambulanza cercando di rassicurare la ragazzina ferita. Un gesto che ha salvato una giovane vita.
LA CERIMONIA
«La ragazzina ferita è diventata figlia di tutti noi», ha esordito De Rosa, «abbiamo immaginato con raccapriccio cosa sarebbe potuto accadere se nessuno avesse notato quel corpicino a terra o se qualcuno, vedendolo, avesse deciso di tirare dritto. Così non è stato. Questa triste vicenda ci ha trasmesso, accanto allo sgomento per l’accaduto, anche la percezione di vivere in un contesto in cui magari non mancano problemi, ma che si conferma sano, solidale, in cui è viva l’attenzione all’altro, in cui nessuno viene lasciato giacere a terra tra l’indifferenza dei passanti». Alla cerimonia hanno preso parte anche il padre e il fratello della ragazzina, la madre è rimasta a Roma per stare accanto alla figlia, ancora ricoverata all’ospedale Bambino Gesù. In una sala consiliare gremita c’erano anche i genitori di Zakaria, Amina Azizi e Mohammed Himan, per Soufiane, invece, la cui famiglia è lontana, ha partecipato il datore di lavoro Giuseppe Cerrato. Presenti anche il maresciallo dei carabinieri Lorenzo Lupinu, il presidente dell’Avis Fabrizio Salvati e quello dell’Academy Angizia Luco, Antonio Luciani, club di calcio che annovera Zakaria Himan tra i tesserati. E ancora vicesindaco, assessori, consiglieri e molti amici dei giovani premiati. Parole di ringraziamento anche da parte dall’insegnate della ragazzina, Edvige Di Giamberardino, che non ha voluto mancare all’appuntamento. La cerimonia si è conclusa all’insegna dei dolci italiani e marocchini, quest’ultimi preparati dalla madre di Himan, quasi in segno di riconciliazione per le polemiche che hanno accompagnato la vigilia della consegna dei riconoscimenti. Emozione palpabile da parte dei due giovani premiati che hanno ringraziato «l’amministrazione e l’intera comunità», dedicando, con tutti i presenti, parole di «grande affetto alla piccola ferita», cui sono andati gli auguri e l’abbraccio ideale di tutta la sala. «È stato uno slancio istintivo quello di soccorrere la ragazzina», ha detto tra le lacrime Zakaria Himan, «qui a Luco ci siamo sempre sentiti circondati da affetto. Non siamo eroi. Dedichiamo alla piccola questo encomio».
LA POLEMICA
Non è mancato, da parte del sindaco, un accenno tranciante a qualche polemica emersa nei giorni scorsi. «Come in tutte le collettività, riemergono ogni tanto dei tratti, fortunatamente rarissimi, di miopia sociale, di incapacità di conoscere l’altro e la complessità della realtà che ci circonda, e di crescere insieme ad essa. Mi riferisco a qualche isolata voce che di questa vicenda ha colto quasi unicamente l’origine dei due giovani oggi encomiati», ha sottolineato De Rosa, «da un lato, mi preme esprimere la soddisfazione di aver visto questi due ragazzi controbattere in modo composto, ma molto puntuale e corretto, alle infelici uscite di qualcuno, pochi per la verità, e fortunatamente, dall’altro lato, la soddisfazione di vedere che invece la maggioranza dei concittadini di ZaK e Soufiane, e oltre, hanno condiviso con loro il sollievo per i miglioramenti della piccola ferita, e si sono giustamente rallegrati con loro per la provvidenziale azione condotta». De Rosa ha, infine, rivolto un plauso ai carabinieri che hanno svolto le indagini con professionalità e sensibilità.
COSA è ACCADUTO
L’adolescente è precipitata dal terrazzo al secondo piano della sua abitazione sul quale spesso si affacciava per giocare con i gatti. Un volo di diversi metri che solo per un caso non le è stato fatale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

