Zarro: dalle scuole la rinascita aquilana

L’ex provveditore agli studi traccia un bilancio e dà indicazioni sul futuro della ricostruzione
Dalle scuole la rinascita aquilana. È stato certamente suggestivo il ricordo che nell'aprile scorso i media hanno fornito della attuale condizione dell’Aquila a distanza di dieci anni dal tremendo aprile del 2009. Ma pare anche necessaria una valutazione dell'attività finora svolta per correggere eventuali errori, impostazioni forse non del tutto adeguate, da verificare sul campo, così da perfezionare l'itinerario per una più rapida ricostruzione e per l'auspicata rinascita aquilana.
CITTÀ PALPITANTE. Oggi L'Aquila, meglio la sua area storica centrale, non è e purtroppo è ancora lontana dall'essere la Città palpitante e vivace che accoglieva i visitatori prima del sisma. Lo constato non solo dalle mie passeggiate nel cuore della Città storica, ma anche da commenti diffusi, dall'umore che pervade chi vi vive, vi opera, ne respira l'odore acre della ricostruzione con incertezza profonda e diffusa.
SAN FRANCISCO. Pur raffrontabile per molti aspetti a San Francisco, che in poco meno di dieci anni dal sisma del 1906 tornò ad essere la città magica e vitale che conosciamo, L'Aquila fatica a tornare l'aperta, accogliente, ospitale città che faceva bella mostra del suo splendido, lunghissimo decumano centrale, dei suoi ineguagliabili portoni e portali, delle caratteristiche finestre che ne sottolineavano l'architettura dei vari periodi storici, tenendo per lungo tempo con il naso all'insù ogni visitatore.
MESSA IN SICUREZZA. Indubbiamente la messa in sicurezza degli ambiti da ricostruire nell'ampio nucleo storico urbano è avvenuta con celerità, con meticolosa applicazione delle norme e nel rispetto del cronoprogramma degli interventi, ma già nelle linee strategiche, che risalgono agli anni immediatamente successivi agli eventi sismici, possono scorgersi anche solo sul piano normativo i segni delle attuali difficoltà.
COLLEMAGGIO E SCUOLE. Dopo la puntuale riapertura di Collemaggio, la riattivazione del complesso di San Bernardino, la recente riapertura della chiesa di Santa Maria del Suffragio, si è giustamente posta fin dai primi anni post sisma l'attenzione sul Polo universitario dell'ex San Salvatore che oggi, rapidamente ed elegantemente ricostruito, fa splendida mostra di sé, ma per quanto attiene alle scuole è stato individuato, pochi anni dopo il sisma, solo il complesso scolastico polifunzionale della Caserma Rossi, e con ritardo ci si è posta l'attenzione sulle esigenze dell'Ipsar, dell'Itis, del Geometri non ripristinata; l'ex Itc, poi, è stato abbattuto solo da qualche mese. Un certo silenzio ha avvolto, purtroppo, anche il polo del Cotugno e dell'antico Convitto Nazionale, che ha costituito per l'Aquila, come per ogni altro Capoluogo regionale, un complesso centrale del mondo scolastico e che ha sempre avuto un ruolo di grande valenza nella vita della Città e di ampia parte della stessa provincia aquilana.
SCOLLAMENTO. Si è, insomma, registrato uno scollamento tra edilizia pubblica scolastica in particolare e la rimanente edilizia, sorvolando sull'idea di una progettazione omogenea dello sviluppo della Città, perché tutto l'articolato nucleo urbano potesse gradualmente tornare ad essere quello ante sisma. Sarà sufficiente il piano triennale 2019-2021, approvato da alcuni mesi dalla Provincia?
DECENTRAMENTO. Per quanto attiene alle logiche istituzionali deve rilevarsi che lo scollamento tra mondo scolastico ed Enti locali è anche avvenuto a causa di un decentramento di competenze in materia di edilizia scolastica che ha nel corso dei decenni esautorato, sminuendone ruolo e funzioni, gli organi dell'Amministrazione scolastica.
Il dato aquilano ha mostrato tutti i limiti delle riforme avvenute intorno agli anni Duemila e la necessità, se non l'urgenza, di potenziare gli Uffici scolastici provinciali.
COLMARE SUBITO I RITARDI. Auguriamo tutti per l'anno scolastico che in questi giorni sta per aprirsi una attività feconda, per gli studenti e per i docenti delle scuole aquilane, ma è necessario colmare con urgenza il ritardo negli interventi di edilizia scolastica, senza divisioni, con grande unità urge individuare la moderna vocazione del Capoluogo regionale, fornirlo di Servizi, Strutture amministrative, Scuole adeguate.
(* già Provveditore
agli studi)

