Zavarella, sulla diffida è scontro col Comune

15 Maggio 2019

Il progettista dei lavori al Liceo Ovidio si difende: ritardi e inadempienze non sono imputabili a me

SULMONA. «Ho ottemperato puntualmente alle condizioni contrattuali, producendo, entro i termini stabiliti, tutta la documentazione progettuale richiesta». Così Vincenzo Zavarella, il progettista del Liceo Classico Ovidio, replica alla lettera inviatagli dal Comune per la presentazione degli ultimi elaborati progettuali entro il termine dei venti giorni. Nella lettera-diffida del Comune si stabiliva il 26 maggio come termine ultimo per la presentazione, scadenza che il tecnico si dice pronto a rispettare, annunciando anche di voler tutelare la sua immagine. «A tutela della mia immagine, serietà e credibilità professionale, puntualizzo che se ci sono stati ritardi e inadempienze non sono di certo a me imputabili. Chiarisco di aver sempre ottemperato alle condizioni contrattuali, producendo, entro i termini stabiliti, tutta la documentazione richiesta. Tale circostanza è facilmente riscontrabile consultando la documentazione depositata negli uffici competenti. Inoltre, a riprova dell’atteggiamento di collaborazione, rendo noto che, nonostante la copertura finanziaria aggiuntiva non sia stata a oggi legittimata da atti ufficiali del Comune, e che pertanto del tutto ingiustificata risulta la diffida ad adempiere inviata dall’Ente con la minaccia di «risoluzione del contratto per grave inadempienza», presenterò gli ulteriori elaborati progettuali richiesti nel termine “perentorio” imposto». Il progettista va oltre e annuncia che sarà pronto a far valutare la legittimità della procedura della diffida agli organi competenti. «Infine, informo che istanze per la valutazione della legittimità della procedura adottata dall’amministrazione e per la tutela dell’immagine professionale saranno opportunamente rivolte agli organi competenti», conclude Zavarella.
Intanto, all’avviso pubblico per la sede alternativa della scuola media Capograssi hanno risposto in due: la Sant’Antonio, che è già in lizza per ospitare il De Nino-Morandi nell’ex convento di via Mazara, e il Cogesa che con la nuova sede avrebbe spazi adeguati. Sono stati richiesti nel bando dieci aule ordinarie, due laboratori, cinque locali destinati a uffici, sala professori, tre aule da assegnare alla scuola dell’infanzia, un locale mensa, servizi igienici, spazi per corridoi e disimpegni, per un totale non inferiore a 1.100 metri quadri. (f.p.)
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