Zone rosse, scattano i controlli Preoccupa la variante inglese

Ad Ateleta posti di blocco per chi entra in paese. A Cansano il 50% dei residenti prenota lo screening La campagna vaccini a Sulmona parte lunedì: 500 dosi destinate a forze dell’ordine e docenti
SULMONA. Scendono i contagi rispetto a mercoledì, ma la zona maggiormente interessata dal virus rimane l’Alto Sangro, soprattutto per quanto riguarda il propagarsi della variante inglese. Sono 13 i nuovi casi di Covid-19 accertati ieri nel Centro Abruzzo, così distribuiti: 4 ad Ateleta, 4 a Castel di Sangro, 2 a Roccaraso, 1 a Scontrone, 1 a Sulmona e 1 a Roccacasale. Di questi, solo 2 casi, 1 a Sulmona e 1 ad Ateleta, non sono riconducibili alla variante inglese.
ZONA ROSSA. Ad Ateleta, dove si contano 51 contagi, dopo la chiusura delle scuole e l’attivazione di un supporto psicologico per i residenti, è stato creato un cordone sanitario per controllare le persone che entrano e quelle che escono dal paese. Una ulteriore misura che nelle intenzioni del Comune e della Asl è propedeutica ad evitare che il virus possa svilupparsi in maniera incontrollata anche nel vicino capoluogo sangrino, dove si recano per lavoro e per interesse molti residenti di Ateleta. Situazione più tranquilla negli altri centri della Valle Peligna che la Regione ha inserito in zona rossa. «L’ultimo contagio di Roccacasale», precisa il sindaco Enrico Pace, «fa riferimento a un uomo che si trovava già in quarantena perché entrato in contatto con un familiare che era positivo, mentre tutti gli altri sono sotto controllo e in via di negativizzazione». Nessun nuovo focolaio quindi in attesa dello screening disposto dalla Regione dal quale si riuscirà a capire la portata degli attuali contagi, compresi gli asintomatici. In caso di stabilizzazione della curva epidemiologica infatti, la Regione sarebbe disponibile a rivedere il periodo di zona rossa per alcuni dei 5 paesi della provincia aquilana (Campo di Giove, Cansano, Roccacasale e Ortona dei Marsi) attualmente fissato fino al 7 marzo. In poche ore a Cansano si sono prenotate per lo screening oltre 100 persone su poco più di 200 residenti. Roccacasale sta invitando la popolazione ad aderire tramite i canali telematici, così come a Campo Di Giove. Screening previsto anche per i residenti di Pacentro in un primo momento inserito in zona rossa e poi tolto dopo le proteste del sindaco Guido Angelilli.
CAMPAGNA VACCINI. Novità arrivano sul fronte della campagna vaccinale, con la sede del Palasport dell’Incoronata di Sulmona dichiarata idonea dai responsabili del Dipartimento igiene e prevenzione della Asl. All’esito del sopralluogo di ieri è stato deciso di partire da lunedì, ma non necessariamente con gli over 80. L’Azienda ha a disposizione solo 500 dosi di Pfizer che saranno destinate a docenti e forze dell’ordine, mentre la vaccinazione delle categorie fragili partirà nei giorni successivi. Tutto dipenderà dalla disponibilità di vaccini e del personale medico individuato per l’inoculazione delle dosi. La campagna over 80 partirà invece domani a Castel di Sangro con l’inoculazione delle prime 200 dosi. I prenotati saranno contattati dall’Asl per telefono o con l’invio di un sms.
IL TAR SU MANATTHAN. Il Tar dell’Aquila ha respinto il ricorso dei titolari della struttura alberghiera Manatthan che avevano chiesto lo spostamento in altra zona del drive in dei carabinieri dislocato nei pressi degli impianti sportivi dell’Incoronata. «Si ritiene che nel bilanciamento dei contrapposti interessi vada data prevalenza alla tutela della salute collettiva e all’interesse pubblico di attuare misure di efficace contenimento del contagio nell’ambito del territorio comunale», scrivono i giudici, «rispetto all’interesse della ricorrente di disporre in via esclusiva dell’area parcheggio per i clienti della struttura alberghiera che, peraltro, risulta attualmente chiusa».
LE RICHIESTE DI CONFESERCENTI Per la Confesercenti del Centro Abruzzo le chiusure delle attività e lo stop all’economia non sono la soluzione. Anzi, rischiano di creare problemi ancora più gravi che vanno a sommarsi alla crisi sanitaria. «Dobbiamo dare la possibilità alle imprese di lavorare in sicurezza per guardare al futuro», afferma. «Dopo un anno di restrizioni e di ristori mancanti o non realmente adeguati, non sono sostenibili nuovi lockdown, il rischio è la perdita di migliaia di aziende e non è sostenibile per il territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

