È di Tagliacozzo la madre in lotta coi no vax

24 Febbraio 2019

Il suo bimbo ha superato la leucemia, ma non può tornare a scuola perché ci sono alunni senza vaccino

TAGLIACOZZO. È originaria di Tagliacozzo la mamma che ha avuto il coraggio di far diventare un caso nazionale la paradossale situazione a cui deve far fronte il figlio di otto anni a causa di alcuni alunni non vaccinati nella sua classe. Il bambino chiede ogni giorno perché non può andare a scuola. È guarito dalla leucemia, ma non può tornare in classe perché ci sono degli alunni non vaccinati e lui è diventato immunodepresso a causa della malattia. I medici dicono che non può tornare a scuola perché nella classe di seconda elementare ci sono cinque alunni non vaccinati. Due di questi sono figli di mamme che si dichiarano no vax e che quindi non sono disposte a far vaccinare i loro figli. «Amava andare a scuola», ha spiegato la madre che ha origini marsicane, ma che vive a Roma da anni, «la sua materia preferita era sicuramente… la ricreazione. Un giorno di fine aprile dell’anno scorso, però, è iniziato il calvario della malattia. La cosa peggiore per noi era vedere che lui aveva paura di morire». Dopo dieci estenuanti mesi di chemioterapia, il tumore è in remissione. «Finalmente», dicono i medici, «può tornare a scuola e ricominciare a vivere». Ma adesso a quanto pare c’è un’altra battaglia da combattere. I medici, infatti, raccomandano che «la collettività frequentata dal paziente abbia effettuato le vaccinazioni previste» perché il bambino, dopo la chemio, «non può essere sottoposto a vaccinazioni». Può morire. «Basterebbero una varicella, un morbillo o la meningite». Quindi, niente scuola. Prima di ammalarsi di leucemia, il bambino frequentava la prima elementare della primaria di via Bobbio, nel quartiere San Giovanni di Roma. Ora chiede sempre di poter tornare tra i suoi amici, e si domanda come mai gli venga negato. Non sa che proprio alcuni di quei suoi amici potrebbero metterlo in pericolo di vita. L’avvocato della famiglia ha incontrato la preside e inviato una diffida alla scuola perché va garantito «il rientro del bambino in un ambiente protetto per il suo processo di guarigione». In attesa che la situazione si sblocchi la madre marsicana non si arrende e promette a se stessa: «Tornerà su quei banchi, con la mascherina, senza i capelli di prima, ma ci tornerà». (p.g.)
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