È in città da 17 anni e ha formato 230 medici In carriera ha eseguito 7.500 interventi

3 Agosto 2017

Un curriculum di assoluto spessore. Il professor Renato Galzio (foto), classe 1949, sposato, con due figlie, ha con L'Aquila un legame strettissimo. Dopo la formazione iniziale all'ospedale di Teramo,...

Un curriculum di assoluto spessore. Il professor Renato Galzio (foto), classe 1949, sposato, con due figlie, ha con L'Aquila un legame strettissimo. Dopo la formazione iniziale all'ospedale di Teramo, in cui ottiene il primariato del reparto di Neurochirurgia nel 1996, e una serie di esperienze all'estero, nel 2000 si trasferisce nel capoluogo abruzzese dove gli vengono offerte la direzione dell'Unità operativa complessa di neurochirurgia del San Salvatore e la direzione della Scuola di specializzazione di neurochirurgia della facoltà di Medicina. Innumerevoli le pubblicazioni che lo accompagnano e che ne specificano il livello qualitativo che contraddistingue la sua attività medica: interviene su patologie tumorali e vascolari dell'encefalo e del midollo, su patologie traumatiche al cranio e all'encefalo, degenerazioni spinali, e patologie dei nervi periferici. Nella sua carriera ha eseguito oltre 7.500 interventi neurochirurgici ed è stato pioniere dei corsi di dissezione anatomica in Italia, tenendo 17 corsi di microneurochirurgia e otto di chirurgia spinale cervicale. Grazie a lui, 230 giovani neurochirurghi hanno affinato le proprie capacità. Ha disegnato e brevettato, inoltre, per la Karl Storz, la più importante azienda mondiale del settore, una serie di endoscopi commercializzati in tutto il mondo.
Quella dell'équipe guidata dal professor Galzio è riconosciuta pubblicamente come alta neurochirugia, che affronta casi molto complessi, in media 40 aneurismi ogni anno dell'arteria carotide intracranica. Un modello di sinergia tra anestesisti, neurochirurghi e rianimatori che rappresenta il fiore all'occhiello dell'ospedale San Salvatore. (m.p.)