È morto Fontecchio, generale dell’Esercito

3 Gennaio 2020

Originario di Capestrano viveva da anni a Sulmona. I funerali oggi alle 14.30 a Santa Maria Ausiliatrice

SULMONA. Da circa un mese aveva iniziato la sua battaglia più grande, diversa da tutte quelle che aveva combattuto e vinto indossando la divisa dell’esercito. Un’ultima battaglia che ha avuto il suo triste esito giovedì mattina quando il grande cuore del generale dell’Esercito Nunzio Fontecchio si è fermato per sempre. Nunzi, per gli amici Nino, si era congedato per raggiunti limiti di età 20 anni fa con il grado di generale di divisione.
Era tornato nella sua terra natia all’inizio degli anni ’90 per concludere la brillante carriera coronata di riconoscimenti culminati con la nomina a comandante dell’Organizzazione penitenziaria militare, cioè era responsabile di tutti i carceri militari italiani.
La sede di Sulmona fu assai gradita dall’ufficiale che si mise subito in moto per potenziarne la struttura e la vitalità fino a quando ne fu a capo. Il generale Fontecchio vantava di un prestigio internazionale di assoluto rilievo: negli anni Ottanta – con il grado di colonnello – lo Stato Maggiore dell'Esercito lo designò Addetto militare a Lisbona; praticamente era il massimo rappresentante delle Forze Armate in Portogallo. Esperienza triennale che assolse con competenza, guadagnandosi la stima e la considerazione dei vertici dell’esercito portoghese.
Residente a Sulmona dal 1993, quando ha assunto il comando dell’ Opm, dopo anni di brillante carriera in Italia e anche all’estero. È stato lui a curare la complessa logistica del primo Freedom Trail, il Sentiero della Libertà alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azglio Ciampi, in quanto esperto conoscitore delle nostre vette, essendo di origini abruzzesi. Era nato infatti a Capestrano il 2 luglio del 1941. Dopo aver raggiunto la pensione Fontecchio ha deciso di restare a vivere a Sulmona con la moglie Anne Cowell, che per anni ha insegnato inglese nelle scuole superiori sulmonesi. Persona con una straordinaria esperienza militare, uomo umile e riservato, dotato di grande umanità, come lo ricordano amici e colleghi, è stato colpito da un infarto intestinale all’inizio di dicembre e, nonostante la forza d’animo e quella fisica che lo hanno visto combattere strenuamente, nella prima notte di questo nuovo anno ha gettato le armi.
I funerali si terranno oggi alle 14.30, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice.
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