È morto lo storico dell’arte Bologna

5 Aprile 2019

Personaggio chiave nel panorama culturale nazionale, gli ultimi lavori sulle 99 Cannelle e Saturnino Gatti nel 2015

OCRE. È morto, all’età di 94 anni, il professor Ferdinando Bologna, storico dell’arte di fama nazionale, papà del professor Mauro, docente all’Università dell’Aquila di Medicina clinica e molecolare. Ferdinando Bologna si è spento nella sua casa di Ocre, dove abitava insieme al figlio e alla nuora Donatella Volpe. Lascia, anche i nipoti Ilaria e Lorenzo. Oggi verrà allestita la camera ardente a Ocre, nella sua biblioteca; i funerali, in forma privata molto stretta, non saranno celebrati con il rito religioso. Bologna, infatti, non era credente. Ieri sono arrivati il messaggio di cordoglio e il ricordo del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e dell’onorevole Stefania Pezzopane.
«È con viva costernazione che ho appreso della scomparsa del professor Ferdinando Bologna, illustre cittadino aquilano, professore emerito di storia dell'Arte medievale e moderna all'Università di Roma Tor Vergata e già collaboratore di Roberto Longhi», ricorda il sindaco. «Studioso raffinato e illuminato, dal 1950 al 1958 è stato direttore della Pinacoteca Nazionale di Napoli, curandone il trasferimento nella sede del Museo nazionale di Capodimonte e il riordinamento scientifico e museografico, e ha ricoperto importanti cariche presso numerose istituzioni accademiche e culturali, quali, tra le altre, quelle di membro del Comitato tecnico per la costituzione della facoltà di Lettere e Filosofia all'Università di Siena e del Consiglio nazionale dei Beni culturali. È stato inoltre consigliere scientifico per la Storia dell'arte all'Istituto italiano di Studi filosofici di Napoli e membro del Consiglio scientifico dell'Istituto nazionale di scienze umane di Firenze. Nel 1950 è stato tra i fondatori della rivista “Paragone-Arte”, diretta da Roberto Longhi, di cui è stato a lungo redattore e collaboratore. Ha diretto per la casa editrice Utet di Torino, la collana “Storia dell'Arte in Italia”. È stato insignito di prestigiose onorificenze. In particolare, il 2 giugno 1998, ha ricevuto la Medaglia d'oro ai benemeriti della scienza e della cultura dal Presidente della Repubblica. Nel maggio 2016, in occasione della presentazione degli studi su Saturnino Gatti all'Aquila, ha ricevuto le Chiavi della Città. È stato autore di una sterminata produzione di saggi sui maggiori artisti, da Tiziano ad Antonello da Messina, dai maestri del Trecento a Caravaggio. Memorabile», ricorda Biondi, «la sua ultima opera, “Saturnino Gatti. Pittore e scultore nel Rinascimento aquilano”, pubblicata nel 2015, che fa seguito all’altro, straordinario studio dal titolo “La Fontana della Rivera all’Aquila detta delle Novantanove Cannelle”.
«Una brutta notizia ed una perdita incolmabile per la cultura italiana», è il pensiero di Stefania Pezzopane. «Ferdinando Bologna è stato uno storico dell’arte di straordinaria competenza e lungimiranza. Capace di scoprire stili, scuole, comunanze artistiche e linguaggi pittorici come pochi. L’ho conosciuto molti anni fa, durante la presentazione del libro su Teofilo Patini e rimasi ammaliata dal suo stile e dal suo esporre idee complesse e ricostruzioni articolate con un linguaggio semplice e convincente. Ho partecipato a incontri, eventi in cui lui era testimone eccezionale di alta cultura e umiltà umana. In particolare ricordo un’iniziativa con monsignor Antonini al Convento di Ocre dove ascoltai parole illuminanti sulla pittura medievale. Un uomo come pochi che mancherà alla cultura italiana e internazionale».Alla famiglia Bologna le condoglianze della redazione del Centro.
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