È morto Manzo, l’uomo dalle mani fatate

Deceduto a 73 anni lo storico massaggiatore dell’Aquila rugby. Oggi alle 15.30 i funerali a San Sisto
L’AQUILA. Lo definivano "l’uomo dalle mani fatate" Vittorio Manzo, lo storico massaggiatore degli atleti dell’Aquila Rugby. Si è spento ieri alle 9.45 all’ex Onpi, all’età di 73 anni il massaggiatore che ha visto crescere tra le sue mani generazioni di sportivi, prima all’Aquila Calcio, poi all’Aquila Rugby, dove è rimasto per una vita accompagnando la preparazione della prima squadra fino all’ultimo scudetto vinto a Padova nel 1994. Vent’anni nella società, quella polisportiva L’Aquila Rugby per lui più una famiglia che un luogo di lavoro. Nato in via De Sali, a ridosso del locale "Ju Boss", cresciuto tra via Castello e il corso, Manzo amava la sua città, che avrebbe voluto vedere ricostruita. Aveva anche una smisurata passione per la montagna e da buon escursionista preferiva le salite sul Gran Sasso, dove portava spesso anche i figli. Poi il trasferimento con la famiglia in via Amiternum, dove il terremoto rese inagibile la casa e dove gli sarebbe piaciuto tornare presto. Manzo lascia la moglie Marilena con la quale, è bello ricordarlo, oltre 20 anni fa gestiva un piccolo chiosco di legno in piazza San Bernardino, proprio di fronte alla chiesa: indimenticabili le caramelle e i panini con pizza e mortadella acquistate dagli alunni delle medie che passavano lì davanti la mattina, prima di entrare a scuola. Infermiere all’ex Sanatrix e all’ospedale San Salvatore, Manzo è ricordato soprattutto per la sua vita per lo sport e per gli sportivi, specie del settore giovanile, dove era traghettato dopo lo scudetto del ’94. «Se ne va un altro pezzo del nostro sport» scrivono di lui gli atleti in diverse considerazioni analoghe sui social «non ha mai fatto una meta, non ha mai fatto un calcio ma con la sua passione, il suo mettersi a disposizione di tutti e per tutto, ha fatto sì che qualcun altro avesse la possibilità di segnare punti per la squadra. Grazie Vittò per tutto quello che hai fatto, saremo sempre debitori nei tuoi confronti». I funerali si terranno oggi alle 15.30 nella chiesa di San Sisto, mentre la camera ardente, allestita all’obitorio dell’ex Onpi, si terrà sino a poco prima dei funerali. Oltre alla moglie Marilena, Vittorio Manzo lascia i due figli, Barbara e Valerio, che non lo hanno lasciato un istante nei giorni della malattia, e due adorati nipoti: Elena e Lorenzo. Oggi non sarà l’ultimo saluto, ma un abbraccio caloroso di chi gli ha voluto bene. (m.g.)
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