È scontro sulle case parcheggio Gli sfrattati ricorrono ai giudici

Il Comune vuole ristabilire il principio della provvisorietà (18 mesi) della permanenza negli alloggi Diversi gli assegnatari che non hanno più i requisiti, ma resta il problema della carenza di case popolari
SULMONA. Il Comune, nell'ambito dell’operazione “legalità” avviata da mesi, va avanti con gli sfratti agli abusivi delle case parcheggio. Ma aumentano i ricorsi degli inquilini che non vogliono saperne, seppur con il contratto scaduto, di lasciare gli appartamenti. Salgono a cinque le azioni legali da parte di altrettante famiglie che hanno costretto l’amministrazione comunale ad incaricare l’avvocato dell’ente, Valeria Palma, a resistere in giudizio nei vari procedimenti istruiti in tribunale.
Da febbraio ad oggi sono più di una decina gli inquilini sfrattati e sono tanti i casi in città ancora da regolarizzare. Si tratta di persone che, pur avendo perso i requisiti, hanno continuato ad occupare senza alcun titolo gli alloggi comunali. Diversa la posizione di altri sette che sarebbero entrati addirittura con la forza. Per loro è stata avviata anche l’azione penale.
In molte situazioni si è verificato che la soluzione della casa parcheggio, da provvisoria sia diventata definitiva, e per questo motivo l’amministrazione comunale, in osservanza delle norme che ne disciplinano l’utilizzo, ha deciso di andare in fondo alla questione. Il disagio c’è per chi deve cambiare casa in un periodo non proprio facile. Ma l’obiettivo del Comune è quello di tornare in possesso delle abitazioni per restituire ordine e legalità all’assegnazione delle case parcheggio e, soprattutto, per poter così far fronte all’emergenza abitativa e soddisfare le esigenze delle famiglie in graduatoria e in attesa di avere un alloggio.
Con l’operazione legalità, è stato approvato anche il nuovo regolamento che fissa la durata massima di permanenza in una casa parcheggio ad un anno e mezzo. Periodo che può essere prorogato in casi particolari fino a tre anni. Sono stati rivisti anche i punteggi da attribuire agli utenti che ne fanno richiesta. Come pure è stata introdotta, come pena di esclusione o perdita dei diritti, la mancata partecipazione dei beneficiari ai bandi per le case popolari che, però, continuano a non bastare con la richiesta che supera di gran lunga l’offerta.
Il passaggio successivo agli sfratti è quello di una ricognizione generale sul patrimonio disponibile, per verificare in che condizione sono state lasciate le case dagli inquilini assegnatari.
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