È boom di asiatici al Miracolo Eucaristico
Indonesiani, cinesi e vietnamiti sono i più numerosi dopo i polacchi, meno gli italiani
LANCIANO. E' la fede a portare a Lanciano, al Santuario del Miracolo Eucaristico oltre 90.000 pellegrini ogni anno e da ogni angolo del mondo. Il Santuario che custodisce il primo Miracolo Eucaristico riconosciuto dalla Chiesa Cattolica è spesso un intreccio di lingue e culture diverse. Tantissimi gli stranieri. Nell’anno appena concluso, come spiegato da Massimiliano Di Paolo che si occupa dell'accoglienza dei gruppi al santuario retto da padre Fabrizio De Lellis, si è registrato un +10% di pellegrini grazie all'anno giubilare indetto da papa Francesco. E' vero che si poteva lucrare l'indulgenza anche in altre chiese, ma il richiamo del miracolo, del corpo di Cristo nell'anno della misericordia è stato importante per l'arrivo di turisti. Il gruppo maggiore di pellegrini è giunto dai paesi asiatici. Indonesia soprattutto, poi Cina e Vietnam. Sono scesi invece i “gruppi forti”, quelli degli americani a causa degli attentati in Europa, e dei brasiliani per la grave crisi economica del Paese. Ma ci sono gruppi arrivati anche dall'Uganda. Stabili i pellegrini polacchi che sono da anni i più numerosi. Questo grazie anche al fatto che San Giovanni Paolo II, ossia di Karol Wojtyla, da cardinale visitò il Miracolo il 3 novembre 1974. Di lui restano una foto e la frase scritta, in latino, nel registro degli ospiti: “Fa che noi possiamo credere sempre più in te, avere speranza in te, amare te”. E i gruppi italiani? Sono quelli meno presenti. Si registrano soprattutto nei periodi a cavallo di Pasqua grazie alle parrocchie che arrivano in città con i bambini che devono ricevere la prima Comunione. I dati ufficiali parlano di 90.000 presenze ma sono anche di più perché spesso ci sono gruppetti, famiglie che non prenotano le celebrazioni e quindi non sono inseriti nei conteggi. Il neo? Il miracolo attira pellegrini ma spesso sono di passaggio tra le vie che portano a San Giovanni Rotondo, da Padre Pio, o a Loreto.
Teresa Di Rocco
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