È migliorata la riviera nord ma un tratto resta vietato

22 Luglio 2016

PESCARA. Colibatteri al di sotto dei limiti all’altezza della rotonda, sulla riviera nord. È quanto emerge leggendo le ultime analisi condotte dall’Arta, guidata dal direttore Mario Amicone, solo in...

PESCARA. Colibatteri al di sotto dei limiti all’altezza della rotonda, sulla riviera nord. È quanto emerge leggendo le ultime analisi condotte dall’Arta, guidata dal direttore Mario Amicone, solo in quel punto del mare, dove due settimane fa erano stati registrati valori dell’inquinamento alle stelle. I campionamenti sono stati effettuati il 19 luglio scorso e ieri sono stati resi noti i risultati. «Allo stato attuale», ha detto il vice sindaco Enzo Del Vecchio, «il mare della nostra città ha valori di conformità su tutti i punti di campionamento. Mentre per i punti di prelievo di via Galilei e di via Balilla ho provveduto a richiedere alla Regione la revoca del divieto di balneazione».

Nella zona antistante la rotonda, sulla riviera nord, sono state trovate appena 4 unità per cento millilitri d’acqua di enterococchi, contro il limite stabilito dalla legge di 200 e 10 unità di escherichia coli per cento millilitri d’acqua, contro il tetto da non superare di 500. Due settimane fa, nello stesso punto, erano state trovate 2.005 unità di escherichia coli.

Intanto, gli ex assessori del centrodestra Berardino Fiorilli e Armando Foschi, entrambi appartenenti all’associazione Pescara mi piace, sostengono che per quattro giorni, dopo il maltempo della settimana scorsa, ci sarebbero stati degli sversamenti nel fiume. «Per almeno quattro giorni consecutivi, dalle 6,40 del 15 luglio, alle 8,15 del 19 luglio», affermano in una nota, «parte delle acque reflue sono state sversate nel fiume e nel mare, anziché essere convogliate nel depuratore, in quanto i carichi erano notevolmente superiori alla portata dell’impianto stesso. Oggi ne abbiamo la certezza, dopo aver ricevuto e letto le relative comunicazioni intercorse tra il gruppo Di Vincenzo, che gestisce il depuratore, con la Provincia, il sindaco, l’Aca e l’Arta». Per quegli sversamenti, tuttavia, il Comune aveva prolungato di 24 ore il divieto di balneazione su metà litorale.

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