È morto Liberato D’Aloisio Pianella piange il suo medico

1 Dicembre 2018

Proclamato il lutto cittadino per la scomparsa a 84 anni del pediatra Era stato anche consigliere comunale e provinciale. Oggi alle 15 i funerali

PESCARA. Per essere visitati da lui arrivavano a Pianella da tutto l’Abruzzo. Perché Liberato D’Aloisio era considerato un luminare e poco importava dover affrontare ore di fila per un controllo. Ma D’Aloisio, morto in ospedale ieri mattina a 84 anni, non era solo un medico e pediatra eccellente. È stato anche un politico, liberale di ferro, dice Pierpaolo Di Rocco, e più di recente berlusconiano convinto, con una “fede” calcistica indistruttibile per la Fiorentina.
In queste ore i ricordi sul “dottore” si intrecciano, in città. Un suo carissimo amico, il barista Mimmo D’Amico, ne parla come una persona «saggia, che incuteva rispetto. Ma io lo trattavo in maniera molto diretta, schietta. Con lui si parlava di calcio, di politica e di medicina: fino a pochi mesi fa continuava a aggiornarsi e non mancava di fare le sue consulenze», dice D’Amico, che lo vedeva «365 giorni su 365», nel suo bar ma non solo. «Veniva a cena unicamente da me. E quando c’era una partita della Fiorentina non riusciva neppure a vederla, tanto era l’agitazione, quindi si allontanava. Ascoltava la radiocronaca su una radiolina (forse l’unico modello rimasto) e poi ogni tanto sbirciava il televideo oppure mi chiamava per informarsi, alla fine dell’incontro di calcio. Non era solo un pediatra. Era il medico di tutti, le sue diagnosi erano geniali e qui a Pianella ha cresciuto tutti. E poi voglio dire che ha fatto beneficenza, aiutando delle persone in difficoltà, anche se a lui non piaceva che si sapesse».
Fulvio Basilisco rimarca quanto credesse nei valori del Partito liberale e parla del suo impegno in Comune, come consigliere, dal 1965 al 1989, e in Provincia, dove ha ricoperto anche l’incarico di assessore, anche se a un certo punto «decise di fare un passo indietro per dedicarsi alla professione. E c’è stato anche un momento in cui lui era consigliere, in Comune, e il fratello Cesidio, avvocato, era sindaco. Memorabile», aggiunge Basilisco, «l’occupazione che fece in consiglio comunale con la minoranza». Proprio il Comune ha premiato D’Aloisio con la “Pianella d’oro”, riconoscendogli grandi capacità in campo medico, che lo hanno portato a diventare un «punto di riferimento a livello nazionale». Ieri, quando si è saputo della sua morte, il Comune ha proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali che saranno celebrati oggi, alle 15 nella chiesa di Sant’Antonio.
Il sindaco Sandro Marinelli, che nel 2013 gli consegnò quel premio, oggi parla della «straordinaria passione per la professione, vissuta come una missione, e quella per i bambini, che spiegano una carriera così longeva e ricca di successi». E poi la sua «passione civile e politica» e la sua «partecipazione alle competizioni elettorali anche solo per «ribadire i valori di onestà e rettitudine che in alcuni momenti la nostra comunità ha rischiato di smarrire. Quando stavo per indossare la fascia da sindaco per la prima volta mi raccomandò di rimanere sempre fedele ai principi di onesta e autonomia», dice il sindaco. E oggi sono nitide le immagini dell’ultimo incontro, a maggio, in campagna elettorale quando D’Aloisio volle incontrare Marinelli. «Aveva letto tutto il nostro programma elettorale e pensai alla grandezza di quell’uomo che era proiettato al futuro dei suoi cittadini».
D’Aloisio, vedovo da tempo della moglie Caterina, ha lasciato la figlia Paola, il genero Maurizio, i nipoti Marco, Andrea e Matteo, le sorelle Giuliana e Teresa e il fratello Cesidio.