È morto Spartaco, l’artigiano-inventore di piazza Muzii

27 Marzo 2021

Mastropietro aveva 86 anni, è stato stroncato dal Covid Il ricordo di Stramenga: «Era un genio, sapeva fare tutto» 

PESCARA. La sua bottega era il ritrovo degli amici che, ad ogni ora del giorno; lo raggiungevano in via Poerio per fare due chiacchiere, per osservare la sua tecnica mentre rilegava un libro o mentre creava qualche nuovo marchingegno per la caccia e la pesca, sue grandi passioni. Se ne è andatosenza clamori Spartaco Mastropietro, 86 anni, rilegatore pescarese di origini molisane, stroncato dal Covid con cui ha combattuto per settimane. Lascia la moglie Mimma e i figli Marino, commercialista e Amelia, funzionaria di banca. Mastropietro viveva in via Rigopiano ed era molto conosciuto in piazza Muzii, dove per oltre 60 anni, ogni mattina, indossava il suo camice verde e apriva le botteghe (la prima al civico 22 per 50 anni, poi al 40 dal 2009) senza insegne, sempre agli stessi orari. Alle 10 in punto si fermava solo per una pausa caffè. «Metodico, preciso, riservato, educato», così lo descrive l'avvocato Giovanni Stramenga che ne traccia un ricordo commosso e addolorato: «Era un uomo di poche parole e di grande ingegno. Aveva una soluzione per tutto e non c'era nulla che non sapesse fare: dal rilegare i libri con una precisione unica, fino a riparare le biciclette o, addirittura, costruire gli arpioni di acciaio per le fiocine. Aveva persino inventato una sorta di mutanda per le cagne in calore con una pezza di jeans».
«Esperto conoscitore di armi», rievoca Stramenga, insieme agli amici Damiano, Dante, Claudio, Enio, Walter, Sergio e Franco, «era capace di soluzioni innovative. Aveva una straordinaria manualità, ingegno, intelligenza, intuito e socialità, nella sua bottega ci si riuniva tutti ed era una atmosfera semplice e raccolta. Per noi era una certezza, ogni problema lo risolveva Spartaco, Spa’ per gli amici. Siamo grati a questo Leonardo pescarese per il tempo che ci ha dedicato, per gli insegnamenti che ci hanno arricchito interiormente. Non lo dimenticheremo mai». L'artigiano lascia il cardellino a cui tagliava persino le unghiette e i cani che lo accompagnavano alle battute di caccia sulla piana del Voltigno. Il 20 febbraio scorso l’ultimo giro di toppa. I funerali si sono tenuti in forma privata.