È scontro su 30 milioni dell’Imu Il M5S: «Il Comune non incassa»

22 Ottobre 2023

Denuncia dei grillini: «C’è il rischio che Ater, Regione, Demanio e scuole paritarie non paghino il conto» E un’interrogazione resta senza risposta da tre mesi: «L’amministrazione Masci ora faccia chiarezza»

PESCARA. L’ultimo scontro in municipio ruota intorno a un grande numero: 30 milioni di euro. A tanto ammonta l’importo che il Comune di Pescara potrebbe non aver incassato a titolo di Imu, l’imposta dovuta per il possesso di immobili, aree fabbricabili e terreni agricoli. A denunciare il rischio di «un tesoro nascosto» sono i consiglieri del M5S, Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo autori di 4 interrogazioni rimaste senza risposta dal 24 luglio scorso. «A quanto ammonta l’importo versato dall’Ater, dalla Regione Abruzzo, dal Demanio e dalle scuole paritarie?», è la domanda del M5S rivolta all’amministrazione Masci. Del caso si parlerà domani in consiglio comunale e sarà muro contro muro tra il M5S e l’assessore al Bilancio Eugenio Seccia (Forza Italia).
CHI DEVE PAGARE «La legge parla chiaro», dicono i consiglieri grillini, «l’Ater, la Regione, il Demanio e gli enti che svolgono funzioni formative dietro il pagamento di un compenso sono tenuti a versare l’Imu. Da mesi chiediamo riscontri dell’effettiva solvenza di questi soggetti ma il Comune e la sua partecipata Adriatica Risorse, non hanno avuto la decenza di rispondere».
OLTRE 3.500 IMMOBILI Il M5S torna indietro nel tempo fino al 2016 e prende in considerazione «oltre 3.500 alloggi di proprietà dell’Ater, gli istituti privati paritari, 30 edifici di proprietà della Regione che però non vengono utilizzati dall’ente proprietario per i propri fini istituzionali, ma sono in concessione ad altre società pubbliche o private e pertanto risultano sottoposte al tributo. Per esempio, il complesso sportivo delle Naiadi, i terreni edificabili come l’ex Cofa e l’ex Fea, i locali utilizzati dalla Tua come deposito degli autobus in via Aterno e la biglietteria di corso Vittorio, più tutta una serie di appartamenti e terreni di proprietà. Lo stesso vale per il Demanio, proprietario di immobili non utilizzati direttamente per proprie finalità istituzionali e quindi sottoposte al pagamento di Imu. Vogliamo sapere dal Comune di Pescara, molto semplicemente», dicono dal M5S, «se questi enti, che per legge sono tenuti a pagare, hanno assolto i loro obblighi nei confronti delle casse comunali o meno. E, in caso non fosse così, cosa sta aspettando il Comune a chiedere che queste somme vengano immediatamente pagate. Non vorremmo scoprire invece che, addirittura, questi enti non siano neppure stati iscritti nell’elenco dei soggetti sottoposti a Imu e che pertanto il Comune abbia, per così dire, nascosto sotto il tappeto un vero e proprio tesoro».
IL PRECEDENTE Nel 2012, l’Ater fece ricorso al Tar contro la richiesta di pagamento delle imposte per gli immobili di sua proprietà ma quel ricorso fu bocciato: anche l’Ater deve pagare i tributi, fu la conclusione dei giudici amministrativi. «Quei soldi sono stati incassati? E tutte le annualità successive?», chiedono i consiglieri M5S. «Purtroppo ci troviamo a denunciare pubblicamente questa situazione perché quando si chiedono chiarimenti sull’effettiva riscossione di queste somme al Comune e all’Adriatica Risorse si alzano le nebbie. Adriatica Risorse ci ha comunicato, a maggio 2022, che questi dati non potevano essere diffusi dalla società e il Comune, a fronte di svariate interrogazioni e ripetuti solleciti, dallo scorso luglio, ancora non ha avuto la decenza di dare una risposta. Basterebbe poco al sindaco Carlo Masci e all’assessore Seccia per fare chiarezza. Restiamo in attesa delle carte e di risposte chiare ed esaustive sui valori richiesti e su quanto regolarmente pagato. A pensar male», concludono Alessandrini, Sola e Di Renzo, «si fa peccato, ma a volte ci si azzecca».
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